Da Imzi ad Aglou Plage: la costa selvaggia del Marocco in van

Lungo la costa atlantica del Marocco esistono luoghi che sembrano fuori dal tempo. Le dune di Imzi-Tamlaline – spesso indicate anche come Tamlaline Dunes – sono uno di questi: grandi colline di sabbia che scivolano verso l’oceano, battute dal vento e dal sale. Ci siamo fermati qui per la notte, come ti abbiamo raccontato nel precedente articolo.

Dune dell'ampio ecosistema del Souss-Massa

Questa porzione di costa rientra nel più ampio ecosistema del Souss-Massa, una delle aree naturali più importanti del Marocco per la biodiversità costiera. Zone umide, spiagge, dune e scogliere ospitano numerose specie di uccelli migratori e rappresentano un habitat sensibile, dove ogni equilibrio è delicato.

Negli ultimi anni, però, la pressione del turismo motorizzato – soprattutto quad e 4×4 – è diventata sempre più evidente. Le tracce sulla sabbia non sono solo segni di passaggio: in alcuni punti l’erosione accelera, la vegetazione scompare e le aree potenzialmente idonee alla nidificazione vengono disturbate o rese inaccessibili alla fauna.

Dal 2023 si parla di limitazioni locali e divieti parziali, soprattutto durante i periodi sensibili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto su dune e fauna. Tuttavia, l’applicazione sul territorio resta discontinua: la segnaletica è scarsa e i controlli non sempre presenti. Il risultato è un’area che rimane formalmente selvaggia, ma sempre più fragile.

Imzi-Tamlaline non è un parco divertimenti di sabbia. È un ambiente costiero vivo, che chiede rispetto più che conquiste. Passarci in silenzio, lasciare poche tracce e portarsi via solo immagini è il modo migliore per far sì che resti ciò che è sempre stato: un confine sottile tra deserto e oceano. Noi consigliamo di non incentivare il turismo motorizzato e indisciminato dei quad 4×4, anche se parte di una economia di sopravvivenza.

Sosta libera vista oceano ad Aghroud

Il giorno dopo ripartiamo dal nostro parcheggio nei pressi delle dune  [ GPS N30.76262° W9.82756° –  Visualizza su Google Maps ] con un problema: la pista percorsa ieri è letteralmente scomparsa sotto un campo arato ! Nessuna traccia, solo terra rivoltata di fresco. Per fortuna un ragazzo del posto, a piedi ci indica il varco giusto – 200 metri di ghiaia ripida, poi finalmente l’asfalto della R211.

Attraversiamo il piccolo abitato di Tamri, che si anima nei giorni di mercato, quando il villaggio diventa un punto di riferimento per le comunità agricole della zona. Lungo l’alveo del fiume, i bananeti disegnano una striscia verde inattesa tra oceano e colline aride: qui la coltivazione delle banane è una realtà concreta, radicata da decenni nell’economia locale.

Aghroud è un piccolo villaggio «arcobaleno» sulla strada costiera: case dipinte a tinte sgargianti che si affacciano su una spiaggia lunga e relativamente tranquilla. È una meta perfetta per chi cerca un’atmosfera rilassata, fotografica e poco turistica rispetto a Taghazout o Agadir.

Ci fermiamo inizialmente nel grande parcheggio sterrato e gratuito proprio di fronte al villaggio [ GPS N30.60504° W9.77932° –  Visualizza su Google Maps ] Scendiamo dal van e ci infiliamo tra le case di Aghroud, senza una meta precisa. Qui basta girare l’angolo giusto e la passeggiata si scrive da sola. I vicoli sono stretti, puliti, e ogni muro sembra aver deciso di raccontare qualcosa: colori accesi, geometrie semplici, volti stilizzati, onde, pesci, mani che indicano l’oceano.

Lungo i vicoli di Aghroud

Il villaggio si presenta come un piccolo mosaico: casette dipinte di blu elettrico, giallo ocra e altre tonalità decise, intervallate da splendidi murales che compaiono all’improvviso tra un vicolo e una scala. Sulla spiaggia ci sono alcune scuole di surf, soprattutto per principianti: notiamo ragazzi e ragazze che si trascinano tavole oversize, un po’ goffi, un po’ entusiasti, mentre gli istruttori li aspettano più avanti, già in acqua. L’atmosfera è rilassata, autentica.

Dopo la piacevole passeggiata ci spostiamo su una facile pista sterrata [ GPS N30.60315° W9.77851° –  Visualizza su Google Maps ] che corre parallela alla spiaggia, perfettamente riparata dal vento. Pranziamo con vista oceano, approfittando del giusto tepore di dicembre (18°C, pantaloncini e maglietta )

Anchor Point: l’onda infinita di Taghazout

Un surfista osserva le onde a Taghazout

Poco prima di Taghazout ci sistemiamo all’Anchor Point [ GPS N30.54625° W9.72661° –  Visualizza su Google Maps ], un ampio parcheggio sterrato a pagamento ( 20 Dh ) proprio fronte oceano. Basta fermarsi qui pochi minuti, guardare l’oceano e i surfisti in acqua per capire come mai questo posto sia considerato uno “spot leggendario”.

È un punto della costa dove l’onda nasce vicino alle rocce e poi corre verso destra in modo ordinato, come un tappeto che si srotola: quando le condizioni sono giuste, la stessa onda può accompagnare un surfista per parecchi secondi, anche per centinaia di metri, e dalla riva si vede proprio la “linea” che avanza pulita. È uno spot famoso anche perché lo spettacolo si accende soprattutto con mareggiate medio-grandi da nord-ovest, e questa combinazione in inverno qui arriva spesso.

Anchor Point viene descritto come il break più famoso del Marocco, surfato già dagli australiani negli anni ’60, e da allora è diventato uno dei motivi principali per cui Taghazout è passata da villaggio di pescatori a capitale del surf.

Dal punto di vista pratico, per noi camperisti la cosa comoda è che lo spot non è troppo lontano dal villaggio di Taghazout. Lo raggiungiamo a piedi dopo circa un chilometro e mezzo di strada poco trafficata. Taghazout era un ex villaggio di pescatori berberi che dagli anni ’60-’70 ha iniziato ad attirare viaggiatori e surfisti in cerca di onde, contribuendo a costruire la reputazione internazionale della zona. Oggi, tra yoga camp, boutique hotel e surf camp, l’atmosfera “bohémien” convive con un turismo sempre più strutturato, e questa trasformazione si vede a ogni angolo: dai menu “healthy” ai resort, dai surf shop ai nuovi locali vista mare.

Un murales all'ingresso di Taghazout

Per chi vuole fermarsi in città e magari provare qualche lezione di surf, la soluzione più pratica è la sosta panoramica che molti vanlifers e surfisti usano come base: un grande piazzale sopra la baia, con vista aperta sulla spiaggia e sul paese [ GPS N30.54410° W9.70680° –  Visualizza su Google Maps ] Si tratta di un semplice parcheggio senza servizi ( 30Dh circa ) con un guardiano e poco altro. Per chi ama gli spazi aperti non è proprio l’ideale, perchè qui i van sono numerosi e l’area piuttosto soffocante.

Dopo aver attraversato il paese e i suoi innumerevoli negozi e ristoranti si raggiunge una piacevole promenade costellata da resort e hotel di lusso sicuramente pensati esclusivamente per una clientela internazionale. Taghazout oggi vive su questo: surf e turismo, con un’identità che negli ultimi anni si è trasformata parecchio. Camminiamo per circa otto chilometri fino a raggiungere la spiaggia di Banana Beach.

Vista sulla spiaggia di Banana Beach

Questa spiaggia è considerata uno spot più “facile” e adatto anche a chi inizia, con onde più piccole e più regolari rispetto ai point break più tecnici come Anchor Point. È anche una spiaggia molto frequentata, con attività turistiche che vanno oltre il surf (passeggiate a cavallo, quad), quindi in certi momenti la sensazione è quella di un parco giochi sul mare.

Anche qui si incontrano numerosi parcheggi, alcuni a pagamento, nella zona dei ristoranti e altre soluzioni gratuite in “libera”. Abbiamo visto molti camper in sosta nei pressi della Station d’Épuration des Eaux Usées (Aourir) proprio sopra Banana Beach [ GPS N30.50279° W9.68318° –  Visualizza su Google Maps ] La zona si raggiunge facilmente, parcheggiando direttamente sopra la spiaggia, con il mare sotto al paraurti e l’accesso all’acqua a due passi. Certo è che la vicinanza ad un impianto di questo tipo può comportare la sgradevole presenza di odori soprattutto in presenza di forte vento. A noi francamente non è parsa proprio la sosta ideale per godersi il panorama della costa.

Agadir e la Coppa d’Africa

Una divertente illustrazione della strada che attraversa Agadir

Lasciamo Taghazout dopo qualche giorno di sosta e con un pensiero fisso: attraversare Agadir proprio adesso, mentre la città è coinvolta nella CAN 2025 (Coppa d’Africa), in calendario tra il 21 dicembre e il 18 gennaio 2025. Quest’anno ad Agadir le gare si sono giocate allo Stadio Adrar, un impianto con capienza nell’ordine dei 45 mila posti, quindi è normale mettere in conto possibili rallentamenti, controlli e deviazioni temporanee, anche se poi la situazione reale dipende da orari e gestione locale.

infoturistiche

La CAN25 ( Coppa d’Africa )

La CAN 2025 (Coppa d’Africa / Coppa delle Nazioni Africane) è il principale torneo per nazionali maschili del continente africano organizzato dalla CAF, e nell’edizione 2025 si è svolta in Marocco. Tradizionalmente la Coppa d’Africa (CAN) non si gioca ogni anno: per decenni si è disputata ogni due anni (dal 1957, con varie modifiche di calendario nel tempo)

A fine 2025 la CAF ha annunciato un cambio di impostazione: dal 2028 la competizione dovrebbe passare a una cadenza quadriennale (ogni 4 anni), con una fase di transizione che include comunque un’edizione nel 2027 e una nel 2028 prima di stabilizzarsi sul nuovo ciclo.

Percorrendo la RN1 che taglia la città ci infiliamo in un grande asse urbano a tre corsie per senso di marcia, scorrevole anche nelle ore centrali, con palme ai lati e un ordine quasi “europeo” — carreggiate pulite, spartitraffico curato, marciapiedi che sembrano appena lavati. Si tratta in effetti di una città relativamente moderna perché dopo il terremoto del 1960 costato ben 12.000 morti, è stata ricostruita con un impianto urbanistico più razionale, fatto di viali larghi, edifici più bassi e un disegno urbano pianificato, diverso dalle medine compatte di altre città marocchine.

Parcheggiamo al Carrefour [ GPS N30.38965° W9.51192° –  Visualizza su Google Maps ] per fare la spesa grossa. Il supermercato è un punto di riferimento per molti camperisti prima di proseguire verso il sud del Marocco. Per qualunque esigenza sportiva, trovate accanto anche un Decathlon.

Verso il Parco Nazionale Souss-Massa

Lasciamo Agadir e In circa mezz’ora di strada lungo la RN1 raggiungiamo il Camping Takat [ GPS N30.25300° W9.58602° –  Visualizza su Google Maps ] situato in prossimità del Parco Nazionale Souss‑Massa. Questa sosta costituisce una comoda base per chi vuole fermarsi qualche giorno senza rinunciare ai servizi essenziali. Nelle settimane tra Natale e Capodanno può capitare di vedere il cartello “completo” affisso all’ingresso, perché questa zona è una tappa classica per chi sverna in Marocco e cerca una sosta stabile vicino alla natura.

NOTA turistica

Parco Nazionale di Souss-Massa

Il Parco Nazionale Souss‑Massa è una delle aree protette più interessanti della costa atlantica meridionale del Marocco: un grande corridoio naturale tra Agadir e Tiznit dove si alternano dune, spiagge, falesie, steppe aride, e soprattutto le zone umide legate alla foce dell’Oued Massa. Il parco è stato istituito nel 1991 e copre circa 33.800 ettari, con paesaggi molto diversi tra loro nel raggio di pochi chilometri.

Dal punto di vista naturalistico è famoso soprattutto per il birdwatching: l’estuario e le aree salmastre (influenzate dalle maree) sostengono una catena alimentare ricca che attira moltissimi uccelli, sia residenti sia migratori. La specie “simbolo” è l’ibis eremita (Geronticus eremita), una delle presenze più rare e importanti del parco, ma nelle segnalazioni compaiono anche fenicotteri e altre specie legate alle zone umide.

Si tratta di un campeggio attrezzato, con piazzole ampie e ben delimitate. I servizi sono di buona qualità con sanitari e docce puliti, acqua calda e piscina per l’estate, ristorante e bar/caffetteria con terrazza. Nel prezzo è incluso il carico/scarico, l’elettricità è disponibile in piazzola pagando un supplemento. E’ disponibile un servizio lavanderia e – in stagione – la possibilità di ricarica delle bombole di propano. C’è anche il Wi‑Fi, spesso migliore in prossimità della reception e più incostante nelle piazzole. I prezzi scendono in proporzione ai giorni di permanenza a partire da 101 Dh ( circa 9,40 euro )

Sosta nel Camping Takat a sud di Agadir

Il camping Takat è tranquillo e piuttosto isolato, più vicino alla natura che alla vita urbana. Questo lo rende una buona base per chi vuole esplorare l’area del Souss‑Massa, ma implica anche che per spesa, servizi esterni e spostamenti conviene avere un mezzo o almeno una bici. La gestione del campeggio può organizzare escursioni nel parco, noleggiare quad, auto e biciclette e tour verso Agadir.

Infografica dei servizi offerti dal campeggio Takat

Abbiamo raggiunto a piedi la spiaggia di Tifnit seguendo un sentiero che parte dal campeggio. Sono circa nove chilometri tra andata e ritorno: un tratto scorre sulla strada, tranquilla e quasi vuota, e un tratto sulle piste segnate dai quad. Scendendo verso le dune e la spiaggia ci rendiamo conto che il villaggio di Tifnit non esiste più.

Tifnit è ridotta a resti sparsi e pietre rotte, come se qualcuno avesse cancellato una riga di costa e ne avesse lasciato solo l’ombra. La storia è piuttosto recente: nel dicembre 2023 le autorità marocchine hanno avviato una vasta operazione di demolizione del villaggio di pescatori, che contava circa 200 abitazioni; il 6 dicembre il Ministero dell’Equipaggiamento ha inviato una lettera agli occupanti concedendo cinque giorni per sgomberare e ripristinare lo stato dei luoghi; le demolizioni sono partite il 25 dicembre e nei primi giorni di gennaio 2024 il villaggio risultava completamente raso al suolo dai bulldozer. Tra le rovine si muovono cani randagi, che frugano e razzolano dove prima c’erano cortili, muri e reti da pesca.

La bella spiaggia di Tifnit, con le macerie  del villaggio

Aglou Plage: un’oasi di tranquillità lungo la costa marocchina

Lasciamo il nostro campeggio in mattinata e ci dirigiamo verso Aglou Plage. Effettuiamo una breve sosta a Takad per acquistare generi alimentari; lungo questo tratto di costa non mancano comunque piccoli punti vendita e minimarket distribuiti sulla viabilità principale. Riprendiamo quindi la RN1, che in questa sezione attraversa una sequenza di centri abitati piuttosto popolati: la strada è molto “vissuta”, animata e con un traffico costante a cui prestare attenzione.

Più o meno nei pressi di Massa il paesaggio lungo la RN1 cambia: i nuclei urbani si diradano e iniziano tratti più aperti, con dune in lontananza e spazi più ampi. Il vento è sostenuto e solleva polvere fine mentre viaggiamo, riducendo a tratti la nitidezza della visibilità e rendendo l’ambiente più secco e “desertico”. La RN1 rimane comunque scorrevole e in buone condizioni; prima di entrare nello svincolo di Tiznit deviamo verso Aglou Plage e raggiungiamo in breve tempo la nostra ultima tappa di questo itinerario.

Aglou Plage è una piccola località costiera conosciuta soprattutto per la sua lunga spiaggia atlantica, l’esposizione al vento e un’impronta turistica ancora relativamente contenuta rispetto ai poli maggiori della costa. La parte “moderna” si sviluppa attorno al lungomare e a una fascia di case e strutture ricettive che guardano l’oceano, mentre appena fuori dal centro tornano dune, tratti rocciosi e un paesaggio più aperto.

La "promenade" di Aglou Plage

Camminando sulla promenade, l’impressione è quella di un luogo pensato per soste lente: caffè affacciati sul mare, panchine, punti in cui fermarsi a guardare l’acqua che spinge senza tregua. Fuori stagione, la località tende a svuotarsi e resta una quiete quasi uniforme: poche persone, qualche surfista, e un’aria salmastra che rende tutto più essenziale. Non si tratta di una località mondana, ma di un luogo tranquillo in cui il ritmo quotidiano è scandito dalla luce e dal mare. Un posto ideale per rilassarsi per qualche giorno.

Per la sosta ci siamo fermati al Camping Aglou Plage [ GPS N29.80410° W9.82772° –  Visualizza su Google Maps ] a pochi passi dalla promenade e dalla spiaggia.Il campeggio è disposto su terrazzamenti che, da diversi punti, permettono una vista aperta sull’oceano. Le piazzole sono abbastanza spaziose, pianeggianti e ben delimitate da siepi e vegetazione, con un buon livello di privacy. L’atmosfera è tranquilla anche se nei mesi invernali, può risultare molto pieno per l’alta presenza di camperisti europei in sosta prolungata.

Infografica dei servizi offerti dal campeggio Agloiu Plage

Anche qui i blocchi sanitari sono abbastanza moderni per gli standar marocchini e puliti, con docce calde disponibili con regolarità. Tra i servizi in loco: piccola supérette all’ingresso (pane fresco e beni essenziali), piscina, lavanderia con lavatrici capienti (8–10 kg, indicativamente intorno ai 45 MAD), Wi‑Fi con copertura buona in varie aree e possibilità di lavaggio professionale del camper direttamente in struttura.

Prezzi indicativi: circa 90 MAD/giorno senza elettricità e circa 110 MAD/giorno con allaccio elettrico. Le tariffe decrescono per permanenze oltre 6–7 giorni. La struttura è aperta tutto l’anno.

NOTA informativa

Artigiani in campeggio

Nei campeggi marocchini, soprattutto lungo le rotte più frequentate dai camperisti, è abbastanza comune trovare artigiani che lavorano direttamente in struttura o che passano regolarmente su chiamata: tappezzieri, carrozzieri, saldatori e “tuttofare” capaci di realizzare interventi rapidi e spesso su misura. È un piccolo ecosistema parallelo molto utile per chi vive in camper ogni giorno, perché permette di sistemare sedili e cuscinerie, riparare teli e zip, rifare coperture termiche, aggiustare piccoli danni di carrozzeria o adattare accessori senza dover inseguire officine in città.

Per una sosta di 1–2 notti, questa presenza può trasformare il campeggio in una vera base operativa: si lavora mentre il mezzo è fermo, con tempi spesso veloci e risultati immediatamente “testabili” nella vita di bordo. Conviene però trattarlo in modo pratico: accordarsi sempre prima su prezzo e tempi, chiarire bene l’uso (sole, sale, vento) se si parla di materiali esterni, e per lavori che toccano la sicurezza (freni, sterzo, pneumatici) affidarsi a officine specializzate.

Nei campeggi marocchini, incontriamo artigiani e pittori

A pochi minuti a piedi si raggiungono spiaggia e passeggiata a mare, con ristoranti e caffè. E’ possibile fare una bella passeggiata verso il villaggio di pescatori “troglodita”, con abitazioni scavate nella roccia a picco sull’oceano. Per arrivare al souk di Tiznit, risultano comodi i taxi collettivi o gli autobus che fermano davanti al campeggio, con corse frequenti ed economiche (indicativamente 5–7 MAD).

Questo tratto di costa ci ha regalato notti silenziose, incontri inattesi e quella sensazione rara di essere piccoli davanti a un paesaggio enorme — e proprio per questo vale la pena viverla con rispetto, lasciando poche tracce e portando via soprattutto immagini e memoria.

Ti andrebbe di aggiungere la tua esperienza? Se hai già percorso questa strada, se conosci altre soste libere in zona o hai domande pratiche sull’itinerario, raccontacelo nei commenti: la tua esperienza può essere preziosa per altri viaggiatori on the road.

Barche di pescatori sulla spiaggia di Bhibah

Viaggio lungo la costa marocchina dalla laguna di Oualidia alla spiaggia di Bhibah

La costa atlantica del Marocco è un susseguirsi di contrasti, dove l’oceano impetuoso incontra lagune placide e città industriali che custodiscono antiche tradizioni artigiane. L’Itinerario che vi proponiamo, pensato per chi ama la libertà della vanlife e la praticità del viaggio itinerante, attraversa località iconiche e angoli ancora poco battuti dai…

Read More
La vista esterna della Moschea di Casablanca

Da Rabat a Casablanca: visita alla moschea Hassan II

Ci svegliamo a Rabat che è ancora buio, sono le 7:30 e il parcheggio dove abbiamo dormito è quasi vuoto. Ieri abbiamo visitato la città e ci siamo fermati per la notte nel comodo parcheggio all’angolo tra Rue Pakistan e Avenue d’Egypte ( GPS: N34.02428° W6.84176° | GOOGLE MAPS )  Accanto a noi solo altri…

Read More
Guida alle connessioni internet in Marocco

Marocco in camper e connessione: guida pratica a SIM, eSIM e operatori locali

Viaggiare in camper in Marocco significa muoversi tra città, montagne e deserto, alternando giornate di spostamenti lunghi a soste in villaggi remoti o campeggi sul mare. In questo contesto, avere una connessione stabile non è un “di più”, ma uno strumento pratico per lavorare, orientarsi, comunicare e gestire imprevisti….

Read More
Kasbah degli Oudayas, un’antica cittadella fortificata affacciata sull’estuario del Bou Regreg

In camper alla scoperta di Moulay Bousselham e Rabat

Dopo aver lasciato il nostro parcheggio [ Visitare Larache in camper e itinerario lungo la Costa Atlantica ], ancora silenzioso all’alba, ci dirigiamo verso il centro di Larache. Contrariamente a quanto letto nelle relazioni di altri viaggiatori, attraversare la città risulta semplice: il traffico è scorrevole lungo un ampio…

Read More
I love Larache, tipica scritta per turisti

Visitare Larache in camper e itinerario lungo la Costa Atlantica

Lasciamo Assilah con tutta la calma del mondo, mentre i ragazzi del quartiere si dirigono a scuola e le strade si animano di chiacchiere e risate. In mezzo a tutta quell’energia fresca e vivace, uno di loro — più coraggioso e curioso degli altri — si aggrappa al portapacchi…

Read More
Il traghetto GNV nel porto di Genova, diretto a Tangeri

In camper da Genova a Tangeri: guida pratica alla prima tappa in Marocco

Scegliere di raggiungere il Marocco via mare, anziché prendere un volo di poche ore, è stato il nostro modo di entrare nel viaggio con lentezza, lasciando che l’Italia scivolasse alle spalle un miglio alla volta. Sentivamo il bisogno di un passaggio graduale tra due mondi: il tempo della traversata…

Read More
un furgone volkswagen sulle strade del Marocco

Assicurazione camper per il Marocco: cosa sapere (e cosa nessuno ti dice)

Oggi parliamo di un argomento essenziale per chi sogna di esplorare il Marocco su quattro ruote: l’assicurazione per il nostro camper o van. Il Marocco è una destinazione affascinante, con le sue città imperiali, le montagne dell’Atlante e le dune del Sahara. Tuttavia, quando si tratta di viaggiare in…

Read More

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll to Top