Da Bhibah a Sidi Kaouki: viaggio in camper tra Essaouira e le “spiagge del vento”

Il cielo si apre per la prima volta dopo giorni di pioggia intermittente. Una finestra di bel tempo sulla costa atlantica del Marocco non si rifiuta mai, soprattutto quando la destinazione è Essaouira, la città bianca e blu dove l’oceano si infrange contro bastioni che hanno visto passare secoli di storia, commerci trans-sahariani e persino il set cinematografico di Orson Welles.

Se viaggi in camper lungo la costa marocchina, questo itinerario ti offrirà tutto ciò che cerchi: una strada panoramica percorribile con qualsiasi mezzo, parcheggi accessibili per visitare una delle città più affascinanti del paese, e una base sicura e accogliente dove fermarti per respirare l’Atlantico.

La splendida spiaggia di Essaouira

La R301 verso Essaouira

La R301 che collega l’entroterra con Essaouira si snoda attraverso colline ondulate e tratti costieri dal profilo selvaggio. Fino a qualche anno fa questa strada era tristemente nota tra i camperisti per le sue condizioni disastrose, con intere sezioni ridotte a una sequenza di buche e asfalto sconnesso. Oggi, dopo i lavori di rifacimento completati di recente, la situazione è radicalmente cambiata: l’asfalto è liscio, le curve sono ben segnalate e il traffico pressoché inesistente. Percorrerla al mattino, con la luce che esalta i contrasti del paesaggio roccioso e dei campi coltivati, regala quella sensazione di libertà che solo le strade marocchine sanno dare.

​Nessun posto di blocco ci ferma. Come accade ormai da giorni, i controlli della polizia agli ingressi delle città sembrano concentrati su altre categorie di veicoli. Un semplice rallentamento, uno sguardo distratto dall’agente in divisa, e si prosegue. È una sensazione strana, quasi surreale: ti prepari mentalmente a mostrare documenti e assicurazione, e invece nessuno ti calcola.

INFOTURISTICHE

Posti di blocco della polizia

Viaggiare in Marocco fino a qualche anno fa era un pò diverso. I posti di blocco della polizia sono sempre stati una presenza costante sulle strade marocchine: all’ingresso delle città, lungo le statali, persino nelle zone più remote. Fino a non molto tempo fa, era prassi comune che i turisti dovessero mostrare passaporto, patente, libretto di circolazione e assicurazione a ogni controllo. Molti viaggiatori tenevano sempre a portata di mano fotocopie del passaporto e dei documenti del veicolo, proprio per evitare di dover estrarre gli originali a ogni fermata.

La registrazione del veicolo all’ingresso del paese, con il rilascio del tagliandino di importazione temporanea valido sei mesi, viene ancora oggi inserita nel sistema informatico della dogana marocchina, accessibile da tutti i posti di frontiera. Sulla carta, questo sistema dovrebbe garantire controlli più rapidi e mirati. Nella pratica, almeno nel nostro caso e in quello di molti altri camperisti incontrati lungo la strada, i controlli sono diventati per fortuna molto più blandi per i turisti stranieri in viaggio con il proprio camper o van.

Essaouira: città Patrimonio dell’UNESCO

Una vista di Essaouira dai bastioni fortificati

Arriviamo in città verso metà mattina. Il Carrefour all’ingresso è il punto di riferimento per fare scorte di alimentari: parcheggio ampio, frequentato da camper di ogni nazionalità. Tedeschi, francesi, spagnoli, e anche qualche italiano. Dopo la spesa puntiamo verso un parcheggio gratuito sulla spiaggia [ GPS N31.49607° W9.76363° –  Visualizza su Google Maps ] Si tratta di un’ampia distesa asfaltata che si sviluppa parallela al litorale nella parte moderna della città. I cartelli indicano il divieto di sosta per i camper, ma si riferiscono evidentemente alla sosta notturna: di giorno il parcheggio è tollerato e frequentato. Sulla sabbia, dromedari e cavalli aspettano i turisti che vogliono vivere l’esperienza di una cavalcata atlantica.​

Il Porto di Essaouira, cuore pulsante della città

Decine e decine di imbarcazioni ormeggiate nel piccolo porto di Essaouira

Mezz’ora di camminata seguendo il lungomare ben tenuto e curato, e siamo al porto. Questo è il cuore pulsante di Essaouira, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato ma la vita scorre incessante. Decine e decine di imbarcazioni ormeggiate, pescatori che riparano le reti con gesti antichi, barche in legno che prendono forma nei cantieri a cielo aperto. Qui il frastuono dei gabbiani si confonde con le voci dei venditori, le contrattazioni serrate e il rumore secco delle cassette che si accatastano una sull’altra.

Sul molo principale, il mercato del pesce è un piccolo teatro all’aperto: banchi improvvisati, tavoli in metallo, ghiaccio tritato e file ordinate di sardine, orate, pesci spada e crostacei ancora lucidi d’acqua. I pescatori arrivano direttamente dalle barche con le cassette sulle spalle e le consegnano ai venditori, che puliscono, eviscerano e pesano il pesce sotto gli occhi dei clienti, in un rito quotidiano che non ha bisogno di scenografia.

Il mercato del pesce ad Essouira

La vendita è diretta, senza filtri: ristoratori, famiglie del posto e turisti curiosi si mescolano tra i banchi, scegliendo il pesce del giorno, contrattando sul prezzo e chiedendo consiglio su come cucinarlo. Basta uno sguardo per capire quali sono le specie più richieste: le sardine, simbolo di Essaouira, si vendono a cassette intere, mentre i pezzi più pregiati finiscono subito nelle mani dei ristoratori.

Poco più in là, una fila di piccoli ristorantini sul porto sembra nata apposta per i viaggiatori: cucine minuscole, griglie sempre accese e terrazze affacciate sul molo, dove ci si siede a tavoli di plastica con una vista privilegiata sul via vai delle barche. Funziona tutto in modo semplice e diretto: scegli il pesce fresco dal banco, lo pesano, ti dicono il prezzo e nel giro di pochi minuti lo ritrovi in tavola, grigliato e servito con insalata, olive e immancabile tè alla menta.

La medina fortificata, tra storia e cinema

Le fortificazioni di Essaouira

Nel 2001 la medina di Essaouira è stata inserita dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità. Costruita nel XVIII secolo dall’architetto francese Théodore Cornut su volere del sultano Muhammad III, rappresenta un esempio straordinario di architettura militare europea trapiantata nel cuore del Nord Africa. Le mura poderose, i bastioni che si ergono contro l’oceano, le porte monumentali: tutto parla di una città che doveva essere fortezza e porto commerciale al tempo stesso.

Il sistema difensivo della città: gli antichi bastioni

Le fortificazioni di Essaouira rappresentano un esempio unico di fusione tra architettura militare europea e marocchina. Il sistema difensivo si sviluppa su due fronti distinti: sul lato della terra ferma, la muraglia porta i tratti dell’architettura militare marocchina tradizionale, con una linea di bastioni fiancheggiata da torri rettangolari e porte monumentali di stile alawita. Sul lato dell’oceano, invece, domina l’influenza europea con fortificazioni che richiamano esplicitamente i canoni di Vauban.​

La Sqala de la Kasbah (anche chiamata Sqala della Medina) è la fortificazione principale della città, situata a nord-ovest della medina di fronte all’oceano. Si tratta di un’imponente piattaforma rettangolare su due livelli: il piano terra ospita una serie di casematte utilizzate come deposito di materiale militare, mentre il piano superiore, accessibile tramite una rampa, è dotato di una torre circolare di sorveglianza e ospita i celebri cannoni di bronzo che guardano l’Atlantico.

Amelia posa di fianco ad un cannone lungo i bastioni della medina

​Il Bastion de Bab Marrakech, sul lato est della medina, è l’edificio difensivo più importante rivolto verso terra. Questa batteria circolare copre un angolo di 270° e controlla praticamente tutti gli accessi orientali alla medina. Con un diametro di 35 metri e una superficie di circa 980 mq, l’interno serviva da polveriera e deposito munizioni. La sua struttura, costruita con pietrisco e pietra da taglio, è composta da un doppio muro esterno collegato a un nucleo centrale da una serie di alcove voltate che dividono lo spazio in 11 compartimenti identici, comunicanti attraverso una galleria perimetrale.

I bastioni di Essaouira, con i loro cannoni di bronzo puntati verso l’oceano, sono diventati celebri grazie a Orson Welles, che qui girò le scene iniziali del suo Otello nel 1951. Il film vinse la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1952 e consacrò Essaouira come location cinematografica ricercata. Ancora oggi, una piccola piazza fuori dalle mura della medina porta il nome di Place Orson Welles, con un monumento che commemora il legame tra il regista visionario e questa città.

Passeggiare tra i vicoli della medina è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Case bianche con portoni azzurri, souq dove artigiani lavorano il legno di cedro, piazze alberate dove i locali si fermano a chiacchierare. Ero stato qui 22 anni fa, nell’estate del 2003, e la medina non è cambiata. La città intorno sì, è cresciuta, si è aperta al turismo di massa, ma il centro storico conserva la sua autenticità.

Gli splendidi portali delle case all'interno della medina di Essaouira

Oggi è domenica, e tra le vie della cittadella si mescolano turisti e famiglie locali. I venditori non sono assillanti, rispettano gli spazi, sanno che la bellezza di Essaouira sta nel poterla vivere con calma. È un piacere raro, in una città marocchina.

Sidi Kaouki: il regno del vento, paradiso di surfisti e kiters

Nel pomeriggio lasciamo Essaouira per dirigerci verso sud. La nostra destinazione è Sidi Kaouki, una manciata di chilometri lungo la costa, dove il vento soffia costante e le onde disegnano l’orizzonte. La strada corre parallela all’oceano e, man mano che ci avviciniamo, il paesaggio si fa sempre più essenziale: dune basse, qualche casa sparsa e poi solo sabbia, rocce e mare.

Questa località è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per surfisti, windsurfisti e kitesurfisti di tutta Europa, attratti proprio da quelle condizioni che per altri rendono la spiaggia “difficile”. Qui non si viene per la classica giornata balneare da ombrellone e lettino: si viene per il vento, per le mareggiate invernali, per quella sensazione di frontiera che si respira quando il paese si riduce a poche pensioni, qualche bar e una manciata di scuole di surf.

Sidi Kaouki, punto di riferimento per surfisti, windsurfisti e kitesurfisti di tutta Europa.

Le condizioni non sono adatte ai principianti: le onde oscillano mediamente tra 1 e 3 metri, e nelle giornate di swell più intenso possono superare questa misura, rendendo l’uscita in mare impegnativa. Le correnti laterali possono essere insidiose, soprattutto con la marea che cambia, e il vento soffia con forza spesso superiore ai 25 km/h, con raffiche che alzano nuvole di sabbia e rendono l’aria densa di salsedine. È un terreno di gioco ideale per chi ha già dimestichezza con tavola e vela, meno per chi sta muovendo i primi passi.

Forse grazie alla sua atmosfera spartana, Sidi Kaouki è spesso citata tra le “alternative” più autentiche alla più famosa Essaouira: meno folla, più spazio, e una vita che scorre a ritmo lento tra tavole appoggiate ai muri, mute stese al sole e fuochi accesi la sera sulla spiaggia.

Il grande edificio bianco che si impone di prepotenza tra le rocce in riva al mare è la tomba del santo sufi Sidi Kaouki, venerato per la sua capacità di guarire i malati. Intorno a questo luogo sacro si è sviluppato un piccolo villaggio che vive di surf e turismo lento. Il Sidi Kaouki Surf Club è il ritrovo dei surfisti, un caffè informale con pareti colorate dove si organizzano lezioni, si noleggia attrezzatura, si condividono storie di onde cavalcate e wipeout memorabili.

la tomba del santo sufi Sidi Kaouki, venerato per la sua capacità di guarire i malati.

Camping Soleil: una sosta sicura e una accoglienza genuina

Arriviamo al Camping Soleil [ GPS N31.34886° W9.79415° –  Visualizza su Google Maps ] verso le 16:15 e troviamo una situazione inaspettata: oltre 50 camper in sosta, piazzole quasi tutte occupate. Infatti questo campeggio è diventato un punto fermo per chi viaggia lungo la costa atlantica marocchina. I motivi sono semplici: Ali, il gestore, è una presenza rassicurante e sempre disponibile.

Il campeggio si presenta come una soluzione semplice e spartana per chi cerca una sosta a pochi passi dalla spiaggia di Sidi Kaouki. L’accoglienza è cordiale e i prezzi sono ragionevoli (85 dirham senza elettricità, 105 con elettricità) in linea con gli standard delle strutture costiere della zona. A inizio settembre la presenza di camper è ridotta, il che permette di trovare facilmente spazio e godersi una certa tranquillità. La vicinanza al mare è il punto di forza: bastano cinque minuti a piedi per raggiungere la spiaggia, ideale per chi viaggia con tavole da surf o semplicemente vuole svegliarsi e tuffarsi nell’oceano senza troppi spostamenti.

La nostra scheda sul campeggio di Sidi Kaouki

​Troviamo un unico posto libero vicino alla reception. Non è l’ideale per la privacy, ma è comunque uno spazio sufficiente per il nostro Ford Transit. Qui ritroviamo Elizabeth e suo marito islandese, conosciuti qualche giorno prima lungo la strada. Ci offrono un bicchiere di porto e ci invitano a sederci con loro. Le conversazioni serali tra camperisti sono uno degli aspetti più autentici di questo tipo di viaggio: si condividono esperienze, luoghi visitati, consigli su strade e campeggi e si trascorrono piacevolmente alcune ore in buona compagnia.

È stata una giornata piena: la strada verso Essaouira, il porto con il suo mercato del pesce, i bastioni che guardano l’Atlantico, i vicoli della medina dove il tempo sembra non passare mai. E poi Sidi Kaouki, con il suo vento che non dà tregua e quel senso di comunità silenziosa che si crea tra chi condivide la strada, il campeggio, la stessa voglia di restare un giorno in più.

Hai percorso questo itinerario? Raccontaci la tua esperienza nei commenti: com’era Essaouira quando l’hai visitata? Hai trovato altri spot interessanti tra la città e Sidi Kaouki? Condividi le tue coordinate, i tuoi consigli pratici e le tue impressioni con la community dei viaggiatori in camper. Ogni viaggio è diverso, e ogni racconto aggiunge un tassello prezioso per chi verrà dopo di te.

Barche di pescatori sulla spiaggia di Bhibah

Viaggio lungo la costa marocchina dalla laguna di Oualidia alla spiaggia di Bhibah

La costa atlantica del Marocco è un susseguirsi di contrasti, dove l’oceano impetuoso incontra lagune placide e città industriali che custodiscono antiche tradizioni artigiane. L’Itinerario che vi proponiamo, pensato per chi ama la libertà della vanlife e la praticità del viaggio itinerante, attraversa località iconiche e angoli ancora poco battuti dai…

Read More
La vista esterna della Moschea di Casablanca

Da Rabat a Casablanca: visita alla moschea Hassan II

Ci svegliamo a Rabat che è ancora buio, sono le 7:30 e il parcheggio dove abbiamo dormito è quasi vuoto. Ieri abbiamo visitato la città e ci siamo fermati per la notte nel comodo parcheggio all’angolo tra Rue Pakistan e Avenue d’Egypte ( GPS: N34.02428° W6.84176° | GOOGLE MAPS )  Accanto a noi solo altri…

Read More
Guida alle connessioni internet in Marocco

Marocco in camper e connessione: guida pratica a SIM, eSIM e operatori locali

Viaggiare in camper in Marocco significa muoversi tra città, montagne e deserto, alternando giornate di spostamenti lunghi a soste in villaggi remoti o campeggi sul mare. In questo contesto, avere una connessione stabile non è un “di più”, ma uno strumento pratico per lavorare, orientarsi, comunicare e gestire imprevisti….

Read More
Kasbah degli Oudayas, un’antica cittadella fortificata affacciata sull’estuario del Bou Regreg

In camper alla scoperta di Moulay Bousselham e Rabat

Dopo aver lasciato il nostro parcheggio [ Visitare Larache in camper e itinerario lungo la Costa Atlantica ], ancora silenzioso all’alba, ci dirigiamo verso il centro di Larache. Contrariamente a quanto letto nelle relazioni di altri viaggiatori, attraversare la città risulta semplice: il traffico è scorrevole lungo un ampio…

Read More
I love Larache, tipica scritta per turisti

Visitare Larache in camper e itinerario lungo la Costa Atlantica

Lasciamo Assilah con tutta la calma del mondo, mentre i ragazzi del quartiere si dirigono a scuola e le strade si animano di chiacchiere e risate. In mezzo a tutta quell’energia fresca e vivace, uno di loro — più coraggioso e curioso degli altri — si aggrappa al portapacchi…

Read More
Il traghetto GNV nel porto di Genova, diretto a Tangeri

In camper da Genova a Tangeri: guida pratica alla prima tappa in Marocco

Scegliere di raggiungere il Marocco via mare, anziché prendere un volo di poche ore, è stato il nostro modo di entrare nel viaggio con lentezza, lasciando che l’Italia scivolasse alle spalle un miglio alla volta. Sentivamo il bisogno di un passaggio graduale tra due mondi: il tempo della traversata…

Read More
un furgone volkswagen sulle strade del Marocco

Assicurazione camper per il Marocco: cosa sapere (e cosa nessuno ti dice)

Oggi parliamo di un argomento essenziale per chi sogna di esplorare il Marocco su quattro ruote: l’assicurazione per il nostro camper o van. Il Marocco è una destinazione affascinante, con le sue città imperiali, le montagne dell’Atlante e le dune del Sahara. Tuttavia, quando si tratta di viaggiare in…

Read More

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll to Top