Arrivare a Santa Pola in una limpida mattina di gennaio significa scoprire una Costa Blanca diversa da quella delle cartoline estive. Niente folla, niente caos, solo luce chiara, mare aperto e una città che si lascia attraversare con calma. Abbiamo parcheggiato il camper sul lungomare, in posizione centrale, dove la sosta notturna è ancora tollerata [ GPS N38.19169° W0.57832° – Visualizza su Google Maps ⤴︎ ] Da qui è iniziata la nostra lunga camminata senza un programma preciso. A volte il modo migliore per capire un luogo è semplicemente percorrerlo.
Eravamo già stati in passato da queste parti, nel 2017 ⤴︎ ma purtroppo oggi la sosta libera lungo il Camí del Carabassí non è più consentita. Il divieto di accesso in realtà riguarga veicoli di larghezza superiore ai 2.20 m di fatto costringendo molti camper a fermarsi in città.
Il Camí del Carabassí per intenderci è un itinerario costiero che collega l’entroterra di Santa Pola e Elche con la Playa del Carabassí e le sue dune mediterranee di sabbia dorata. È parte di un tratto naturale molto amato per passeggiate, bici e momenti in spiaggia lontani dalle rotte turistiche più battute.
Il paseo marítimo e i palazzi del boom turistico
Il lungomare di Santa Pola è ampio, lineare, facile da seguire. Da una parte il Mediterraneo, dall’altra una fila di edifici alti e compatti che raccontano chiaramente gli anni Settanta, quando il turismo esplose lungo tutta la Costa Blanca. Non sono palazzi eleganti, ma sono testimonianze di un’epoca precisa: seconde case, vacanze popolari, crescita rapida. In inverno, privati del rumore e dell’affollamento estivo, appaiono quasi più autentici. Restano lì, solidi, mentre il mare continua a fare il suo lavoro di sempre.
La spiaggia davanti è ampia, luminosa, sorprendentemente piacevole per essere gennaio. Il sole scalda abbastanza da camminare senza fretta. Poca gente, qualche residente, il suono regolare delle onde. L’atmosfera è sospesa, quasi privata. Molti camper sostano anche lungo la Avenida de Vicente Blasco Ibáñez, il lungo vialone che che costeggia la spiaggia. In questo periodo dell’anno sono tollerati e la posizione non è male poichè la strada non è molto trafficata.
Il Museo del Mar e il peschereccio Esteban González
Dopo la lunga spiaggia, raggiungo la marina di Santa Pola. Con i suoi numerosi ormeggi che ospitano centinaia di imbarcazioni, si presenta come una delle strutture nautiche più rilevanti della provincia di Alicante. A poca distanza, il lungomare ospita l’Esteban González, un vecchio peschereccio trasformato in barco-museo.
All’interno del barco-museo è possibile vedere come vivevano e lavoravano realmente i pescatori durante le loro campagne di pesca, con gli spazi ricostruiti fedelmente: le cabine, la sala macchine, le reti e gli attrezzi da pesca, e tutti gli strumenti che caratterizzavano la vita quotidiana a bordo. È una testimonianza preziosa di un mestiere che ha segnato profondamente l’identità di Santa Pola e della Costa Blanca.
Prima delle barche a vela e del turismo nautico, Santa Pola era soprattutto una città di pescatori. L’Esteban González è una testimonianza concreta di quella tradizione: racconta la vita a bordo, le notti in mare, il lavoro duro e silenzioso che per decenni ha sostenuto l’economia locale. È un contrasto interessante: a pochi metri di distanza convivono la memoria della pesca e la modernità del porto turistico.
Dal porto turistico alla Playa Levante
Continuando verso est si arriva alla Playa Levante, una delle spiagge principali di Santa Pola. Gli edifici alle spalle appaiono più curati, le facciate meglio mantenute. L’ambiente è più residenziale. Sulla sabbia, anche in pieno inverno, qualcuno ama fare ginnastica: durante la nostra camminata abbiamo incontrato un piccolo gruppetto di signore impegnate in una sessione di yoga fronte mare. Movimenti lenti, silenzio, onde come sottofondo naturale. Santa Pola fuori stagione non è un luogo turistico, ma uno spazio vissuto dai suoi abitanti.
Playa Varadero e l’energia del mare
Proseguendo ancora si arriva alla Playa Varadero, dove la costa si apre e gli edifici si diradano. La spiaggia resta ampia e dorata, ideale per camminare a lungo seguendo la linea dell’acqua. Qui l’atmosfera è leggermente diversa: meno urbana, più rilassata. In mare ho visto alcuni surfisti prepararsi a entrare in acqua. Le onde non erano imponenti, ma sufficienti per dare energia alla scena. Yoga, passeggiate, surf: piccoli mondi che convivono sulla stessa costa.
Anche qui si incontrano ampi parcheggi sterrati vista mare [ GPS N38.18918° W0.54054° – Visualizza su Google Maps ⤴︎] La sosta ideale per camperisti e vanlifer che un tempo si fermavano per la notte. Oggi è tutto un proliferare di divieti con chiare indicazioni per la sosta. Lunghezza massima 5m e larghezza massima 2.20m – Qualche temerario si ferma ancora ma sappiamo che la Guardia Civil pattuglia quotidianamente la zona e le multe sono all’ordine del giorno.
Il nostro consiglio è quello di fermarsi al massimo per un pranzo, senza allontanarsi dal veicolo, per potersi allontanare senza essere sanzionati.
L’isola di Tabarca all’orizzonte
Dopo circa sei chilometri di cammino, lo sguardo si allunga naturalmente verso l’orizzonte. In lontananza appare la sagoma dell’isola di Tabarca, bassa e allungata sull’acqua. Separata dalla costa da pochi chilometri, è l’unica isola abitata della Comunità Valenciana. La sua storia è sorprendente. Un tempo rifugio di pirati barbareschi, nel XVIII secolo fu fortificata dalla corona spagnola per controllare il traffico marittimo. Venne poi popolata da famiglie liguri liberate dalla prigionia in Nord Africa, provenienti da Tabarka, in Tunisia, da cui l’isola prese il nome.
Per secoli Tabarca ha vissuto quasi esclusivamente di pesca, mantenendo una forte identità marinara. Oggi è una meta molto frequentata in estate, raggiungibile in barca da Santa Pola, ma in inverno torna a essere una presenza silenziosa sull’orizzonte. Dopo diversi chilometri a piedi, vedere quell’isola lontana dà una sensazione di continuità: il cammino sembra non fermarsi alla terra, ma proseguire idealmente sul mare.
Santa Pola in inverno: una tappa da vivere lentamente
Decidiamo di completare il nostro itinerario con un “giro urbano”. In città si incontra il Castell de Santa Pola. Si tratta di una fortezza rinascimentale del XVI secolo, costruita come struttura difensiva contro i pirati barbareschi che attaccavano queste coste mediterranee e le flotte di pescatori. Ha pianta quadrata, con bastioni agli angoli, una grande piazza d’armi interna e una cappella dedicata alla Virgen de Loreto, diventando nel tempo più “fortezza” che “castello residenziale” in senso classico.
Oggi l’edificio è perfettamente integrato nella vita cittadina: al suo interno si trova il Museo del Mar di Santa Pola ( ingresso 3€ ), con sezioni dedicate alla storia del porto romano (Portus Ilicitanus), alla pesca, alle saline e all’evoluzione della città nel tempo. Inoltre il castello viene utilizzato per eventi culturali, mostre e concerti, trasformando un’antica struttura militare in uno spazio vivo e frequentato, tanto dai turisti quanto dagli abitanti.
A pochi passi dal forte raggiungiamo la Casa Romana de El Palmeral, resti di una lussuosa villa romana del IV secolo d.C., situata all’interno del grazioso Parco El Palmeral. Purtroppo la si può visitare solo accompagnati ( ingresso gratuito, su prenotazione ). Le rovine sono una importante testimonianza della vita quotidiana delle élite romane che vivevano e commerciavano nel porto di Santa Pola 1600 anni fa.
A pochi minuti, le Ruinas del Portus Illicitanus. Un vecchio porto romano che oggi sembra dormire. Basamenti di edifici, banchine in pietra, qualche traccia di traffico commerciale antico. Ti rendi conto che qui passava gente da tutto il Mediterraneo e ora cammini tra le stesse pietre senza fretta, con solo il vento come compagno.
Mentre la luce di gennaio vira verso un rosa pallido e freddo, decidiamo di rientrare. Il nostro van è lì ad aspettarci, una figura familiare sul lungomare di Santa Pola. Tornare a “casa” quando la tua casa ha le ruote è un’esperienza particolare: non stai tornando in un luogo geografico, ma in uno spazio mentale.
Chiudiamo la porta e lasciamo fuori il vento che inizia a soffiare forte e a rinfrescare l’aria. Fuori, Santa Pola continua a essere quel luogo che non grida, ma sussurra storie di pirati, coloni e pescatori. Dentro, c’è il silenzio di chi ha camminato abbastanza per sentirsi, almeno per oggi, in pace con il proprio itinerario.
Camminando lungo questa costa abbiamo avuto la sensazione che Santa Pola non cerchi di impressionare nessuno. Non offre monumenti grandiosi né scorci teatrali. È un luogo che si lascia attraversare con calma, fatto di dettagli più che di dichiarazioni. I palazzi un po’ severi, il vecchio peschereccio, la marina moderna, le spiagge quasi vuote, e in lontananza un’isola che porta con sé secoli di storie.
Forse è questo che rende piacevoli certe tappe quando si viaggia senza itinerari rigidi. Non c’è bisogno di essere stupiti ogni giorno. A volte basta camminare a lungo, lasciare che un luogo si sveli poco alla volta, e fermarsi a guardare un’isola all’orizzonte per sentirsi, anche solo per un momento, nel posto giusto.
Avvertenze
La località descritta in questo articolo è stata visitata nel gennaio 2026
Nel tempo molte cose possono cambiare: le soste gratuite diventano a pagamento, i prezzi aumentano, le aree di sosta cambiano gestione o chiudono, la qualità dei servizi nei campeggi può migliorare oppure peggiorare. Anche le tariffe e le eventuali offerte speciali variano con una certa frequenza.
I parcheggi “tollerati” possono essere regolamentati o vietati dai comuni, e la sosta libera in camper o van non è sempre consentita tutto l’anno. In alcune stagioni – in particolare durante l’alta stagione estiva, nei ponti festivi o in occasione di fiere ed eventi – potrebbero essere in vigore limitazioni temporanee.
Le informazioni fornite vanno quindi considerate come indicazioni di massima e, quando possibile, è sempre consigliabile verificarle con ulteriori ricerche aggiornate, anche attraverso i link presenti nell’articolo.
Per approfondire il tema, ti suggerisco di leggere il nostro articolo: Le più importanti REGOLE per la SOSTA dei veicoli abitativi




