Verso il confine con il Botswana

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DAY 12 ( 7 agosto 2001 ) | Namutoni Camp ( Etosha ) – Grootfontein – Tsumkwe

Lasciamo a malincuore l’Etosha National Park dopo qualche giorno di safari per dirigerci a sud-est verso Grootfontein il cui nome in afrikaans significa “la grande sorgente”, con riferimento alla sorgente d’acqua calda che si trova vicino alla città.

E proprio l’acqua fu la ragione principale ad attirare i primi viaggiatori da queste parti oltre ai coloni boeri provenienti dal Sudafrica. In seguito fu scelta come quartier generale della Compagnia dell’Africa Sudoccidentale dai coloni tedeschi, poichè Windhoek era stata occupata dalle truppe sudafricane.

Il meteorite di Hoba
Il meteorite di Hoba

A noi interessa dare un’occhiata al famoso “Meteorite di Hoba“, situato a soli 24 chilometri ad ovest di Grootfontein. A quanto pare si tratta del più grande meteorite presente sul suolo terrestre, caduto qui circa 80.000 anni fa. Il meteorite fu scoperto per puro caso da un agricoltore che lo urtò con il suo aratro.

Proseguiamo il nostro viaggio spostandoci sempre più a est, verso la remota località di Tsumkwe raggiungibile seguendo la strada C44, in discrete condizioni. Non sempre si trova carburante da queste parti e occorre pianificare con molta attenzione il proprio itinerario, portandosi dietro almeno qualche tanica di scorta.

Siamo in contatto con alcuni ragazzi del posto che “dovrebbero” avere del carburante di scorta da venderci per tentare di attraversare il Parco Nazionale di Kaudom. Da qui potremmo raggiungere la “Striscia di Caprivi” a nord e attraversare il confine con il Botswana.

Caratterizzato da una grande e ricca varietà di fauna, il parco presenta un ambiente semi desertico e piuttosto ostile. Non è una meta molto popolare tra i turisti poichè situato in una zona remota e di non facile accesso.

Lungo la strada per Tsumkwe
Lungo la strada per Tsumkwe

Le strade qui sono davvero poco praticabili ed è estremamente consigliabile viaggiare in convoglio ( almeno due veicoli ) per evitare spiacevoli inconvenienti.

Il alternativa si potrebbe proseguire a est lungo la brutta pista 6201 che raggiunge il confine con il Botswana a Dobe. Tutto dipende dalla possibilità di trovare carburante in città o presso privati. Lo scopriremo soltanto domattina.

* Ndr: il racconto di questo viaggio si riferisce al 2001 e molte cose da allora sono cambiate. Ad oggi risulta molto più semplice un viaggio all’interno di queste regioni e sono nate strutture ricettive e servizi ( compresa una stazione di rifornimento ) che rendono più agevole il passaggio verso il confine con il Botswana.


Una pista sterrata in Namibia

La sottile linea rossa

Tra Grootfontein e Rundu la strada B8 attraversa il punto di controllo per le malattie animali. Si tratta di una recinzione che a tutti gli effetti separa il bestiame dei ranch a sud, dagli animali che si trovano a nord di questo punto veterinario.

Viaggiando verso nord incontriamo invece un paesaggio completamente diverso, fatto di alberi baobab, alti e densi arbusti, caratteristiche piante di Mopane. Gli animali da pascolo sono raccolti in piccoli recinti di legno o vagano insieme ai pastori lungo le piste. In pratica si passa dal mondo civilizzato al “terzo mondo” in via di sviluppo.

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