delta okavango panorama aereo

Maun, capitale del Delta dell’Okavango

DAY 16 ( 11 agosto 2001 ) | Etsha 6 – Maun

Stamane ci mettiamo in marcia all’alba. Ci attendono circa 300 chilometri di strada in buone condizioni per raggiungere Maun, punto di partenza per la maggior parte delle escursioni sul Delta dell’Okavango

Un tempo Maun era una vera e propria città di frontiera che accoglieva tra le sue braccia cacciatori di frodo e allevatori di bestiame provenienti da tutto il paese. Oggi una buona fetta dei suoi affari la deve al notevole afflusso di turisti in cerca di avventura sul Delta.

La città non ha nulla di interessante da offrire se non una buona doccia calda che ci concediamo presso l’Audi Camp, un campeggio incantevole, economico e con un’ottima cucina a buffet.

Maun è dunque un buon posto dove ripulirsi, mangiare un buon boccone nei numerosi ristoranti del centro e fare acquisti e rifornimenti per i prossimi safari. Ovviamente non mancano le agenzie che organizzano ogni genere di tour nella regione.

Il Delta dell’Okavango è il secondo più grande delta interno del mondo, dopo quello del Niger, e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. Il fiume nasce in Angola e dopo oltre 1000 chilometri di cammino si scarica nel deserto del Kalahari, formando una gigantesca piana alluvionale, formata da innumerevoli canali, isole e lagune.

Fotografia aerea del Delta dell'Okavango
Fotografia aerea del Delta dell’Okavango

Al suo interno si è sviluppato un’incredibile ecosistema ricchissimo di fauna e flora ma anche di insediamenti umani. Noi abbiamo deciso di noleggiare un piccolo piper da cinque posti per esplorare il Delta e trascorrere un paio di notti accampati da qualche parte sugli isolotti di sabbia dell’Inner Delta ( la regione centrale dell’Okavango )

DAY 17 ( 12 agosto 2001 ) | Maun – Seronga (Delta dell’Okavango )

Il nostro volo su Seronga dura poco meno di un’ora e in breve raggiungiamo il cuore del Delta, poco più a nord della Riserva di caccia Moremi. Con oltre 4000 abitanti, Seronga è il più grande villaggio della regione, nella parte più orientale del Delta.

Pronti ad imbarcarci sul nostro Cessna per il volo sul Delta dell'Okavango
Pronti ad imbarcarci sul nostro Cessna per il volo sul Delta dell’Okavango

Abbiamo con noi tutto ciò che ci occorre per trascorrere due notti in autosufficienza, tende comprese.Viaggeremo principalmente con i mekoro, le tipiche piroghe costruite un tempo con tronchi di ebano, oggi rimpiazzati dalla fibra di vetro, più leggera e sicura. Abbiamo con noi una guida esperta del territorio che ci condurrà tra i canali alla ricerca di fauna selvatica e due “rematori” per condurre le canoe.

Questo dovrebbe essere il periodo migliore per gli avvistamenti ( tra luglio e ottobre ) quando gli animali raggiungono le pozze di acqua stagnante rimaste della stagione secca. Purtroppo questa è una zona malarica e dobbiamo prendere tutte le precauzioni del caso, dagli spray antizanzare, ai vestiti imbevuti di repellente ai farmaci che possano coprire in parte il rischio di malattia.

In mokioro lungo i canali del Delta dell'Okavango
In mokioro lungo i canali del Delta dell’Okavango

Il primo giorno di navigazione, nonostante la bella giornata, il sole non è sufficiente a scaldarci. Il vento fresco ci costringe ad utilizzare un abbigliamento più pesante del previsto.

Attraversiamo un’intricata rete di canali e spesso dalla nostra posizione a bordo del mokoro ( seduti, quasi sdraiati a pelo d’acqua ) non riusciamo a vedere molto tra le canne della fitta vegetazione. Pochi gli animali avvistati lungo il cammino, davvero una disdetta.

Non è facile da questa posizione avvistare gli animali che popolano il Delta dell'Okavango
Non è facile da questa posizione avvistare gli animali che popolano il Delta dell’Okavango

Sistemiamo il campo su un isolotto di sabbia in mezzo al fiume, mentre la nostra guida si assicura che non ci siano pericoli per la notte. Lasceremo comunque il fuoco acceso, come deterrente per gli animali selvaggi. Il tramonto sul Delta è spettacolare mentre la temperatura scende con il calare della notte.

Mangiamo velocemente una zuppa intorno al fuoco e poi ci tuffiamo nei sacchi a pelo. Leggo qualche riga di Conrad, “Cuore di tenebra” e poi la fioca luce della mia torcia mi costringe a chiudere gli occhi. Per tutta la notte ci accompagneranno i barriti degli elefanti e i versi degli ippopotami sempre molto vicini al campo.

DAY 18 ( 13 agosto 2001 ) | Seronga ( Delta dell’Okavango )

Sveglia all’alba e ancora a bordo dei mekoro per un safari sul Delta. A dire il vero sono un pò deluso dai rari avvistamenti di animali. Non so se la nostra guida cerchi di proposito di evitarli ( per ragioni di sicurezza ) oppure non sia così competente ed esperta come ci era stata venduta.

Oggi tentiamo anche un’incursione sulla terra ferma, attraverso la vegetazione, accompagnati da una guida armata. Purtroppo anche in questo caso riusciamo ad avvistare solo pochi animali. Trascorriamo la notte nei pressi di Seronga, poichè domani ci attende il volo di rientro a Maun


Un leone nella riserva di caccia di Moremi

La Riserva di caccia Moremi

La riserva di caccia Moremi ha pochissimi e costosissimi lodge al suo interno e soltanto quattro areee autorizzate per il campeggio ( i permessi devono essere prenotati con largo anticipo ! )

La riserva si affaccia e copre il lato orientale del delta dell’Okavango con vaste aree di terre asciutte alternate a zone più paludose o allagate. Questo contrasto crea paesaggi affascinanti come nei pressi delle Chiefs Island o la Moremi Tongue.

Al suo interno ospita quasi 500 specie di uccelli ( dagli uccelli acquatici agli abitanti della foresta ), e numerose specie di fauna selvatica, tra cui bufali, giraffe, leoni, leopardi, ghepardi, iene, sciacalli, zebre e impala. L’habitat in cui vivono è ricco di boschi di mopane e foreste di acacia.

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