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I villaggi Himba nella regione del Kunene

DAY 07 ( 2 agosto 2001 ) | Sesfontein – Opuwo

Il proprietario del Forte di Sesfontein dove abbiamo dormito stanotte, probabilmente non senza un rendiconto personale, ci ha consigliato una guida locale “di sua fiducia” per visitare alcuni villaggi Himba della zona.

Ci troviamo nella regione di Kunene, nella Namibia settentrionale. Probabilmente si tratta di una delle aree più incontaminate dell’Africa meridionale. Nonostante il clima arido e il terreno roccioso qui vivono gli Himba, un gruppo etnico di pastori nomadi che si occupa dell’allevamento di capre e bovini.

Gli Himba sono pastori nomadi che allevano capre e bovini
Gli Himba sono pastori nomadi che allevano capre e bovini

Muoversi in questa regione non è facile per la mancanza di strutture ricettive. Non ci sono negozi, strutture ricettive, meccanici, ospedali…insomma niente di niente ! Anche le condizioni stradali del territorio sono pessime e richiedono obbligatoriamente l’uso di un fuoristrada e molta prudenza.

Il nostro fuoristrada mentre attraversa una pista di sabbia
Il nostro fuoristrada mentre attraversa una pista di sabbia

Gli Himba vengono spesso indicati come popolazioni vicine agli antenati dell’uomo poichè hanno vissuto per migliaia di anni lontani dal contatto con altre popolazioni e dagli europei. Oggi subiscono pesantemente l’impatto del turismo di massa in queste regioni.

Le donne si cospargono il corpo di ocra rossa mista a burro e indossano minigonne di pelle per rendersi attraenti agli uomini della tribù. Ancora oggi sono rari gli indumenti occidentali, utilizzati principalmente dai maschi. I missionari cristiani tentarono inutilmente negli anni la loro evangelizzazione e ad oggi molti villaggi Himba praticano la religione animista.

Le donne himba svolgono i lavori più pesanti: mungono gli animali, si occupano dei bambini, trasportano l’acqua e costruiscono le capanne del villaggio utilizzando foglie di palma intrecciate con fango e sterco.

Ritratti di donne Himba
Ritratti di donne Himba

Invito ad un turismo responsabile

Personalmente ho sempre cercato di ridurre al massimo l’impatto del mio viaggiare, cercando di rispettare le comunità e le culture locali, sostenendo l’economia comprando prodotti del luogo e proteggendo le risorse naturali.

Ed è per questo che abbiamo scelto una “guida locale” per meglio comprendere e rispettare gli usi e i costumi di queste popolazioni. Il turista responsabile deve scegliere possibilmente operatori e organizzazioni che dimostrino una spiccata sensibilità verso l’ambiente e la società.

Il turista responsabile ha inoltre l’obbligo di denunciare ( possibilmente anche fotografando ) eventuali situazioni di degrado ambientale e sociale che altrimenti rimarrebbero sommerse.

donna himba namibia pierino

Purtroppo in questo caso la scelta di una guida locale si è rivelata una vera e propria delusione. Avremmo dovuto visitare diversi villaggi lungo la strada per Opuwo ma in realtà la persona ingaggiata ci ha condotto in un solo villaggio al quale ha donato tutto il cibo da noi acquistato che sarebbe dovuto essere distribuito in maniera sicuramente più equa ed equilibrata.

E così dopo aver percorso circa 150 chilometri lungo la C43, raggiungiamo Opuwo, la capitale del Kunene, nella parte nord occidentale della Namibia.

Sebbene la cittadina ( 5000 abitanti ) sia la capitale della regione non è altro che un piccolo agglomerato di edifici commerciali e qualche tradizionale capanna dal tetto di paglia circolare. Il villaggio si è sviluppato da una base militare delle forzee aeree sudafricane, costruita nel periodo della guerra di indipendenza della Namibia.

Una tipica capanna Himba a Opuwo
Una tipica capanna Himba a Opuwo

Qui abbiamo un pò l’impressione di essere ai confini della civiltà ed in effetti il nome “Opuwo” significa “la fine”. Procedendo ancora più a nord si entra infatti nel Kaokoland o Kaokoveld , una delle zone più incontaminate e con una densità di popolazione tra le più basse al mondo.

A Opuwo notiamo numerosi Himba ed Herero. Alcuni di loro vivono in città ma molti provengono dai villaggi circostanti e vengono qui per vendere i loro prodotti. La domenica si tiene un piccolo mercato dove si vendono soprattutto carne e mahango, la birra locale, prodotta con il miglio. Nei dintorni di Opuwo si trovano numerosi villaggi tradizionali Himba che questa volta speriamo di poter visitare con maggiore attenzione.

Ritratti di donne Himba
Ritratti di donne Himba

Nel tardo pomeriggio, dopo esserci sistemati in tenda nel cortile della Uniting Guest House, facciamo due passi per la città raccogliendo informazioni sulla regione degli Himba e cercando una buona guida che ci possa accompagnare e fare da interprete.

Compriamo inoltre generi alimentari di prima necessità da consegnare alle tribù che incontreremo lungo il cammino. Poi cena tranquilla all’Oreness, unico ristorantino del posto, gestito da un francese.


Una tipica donna Herero

Verso il remoto villaggio di Okanguati

Oggi raggiungeremo il remoto villaggio di Okanguati, circa cento chilometri a nord di Opuwo incontrando diverse tribù locali. Seguiremo la C35 che, dopo 340 chilometri di pista, ci condurrà nei pressi di Kamanjab.

Questo villaggio altro non è che un avamposto dalle strade sterrate con qualche casa, negozi di generi alimentati e un distributore di benzinadove poter fare rifornimento e scorte di carburante prima di raggiungere l’Etosha National Park

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