Game drive allo Shaba National Park

antilope africa kenya

DAY 13 | Archer’s Post – Nanyuki ( 147 km )

La Samburu National Reserve forma un sistema di tre parchi adiacenti insieme alla Buffalo Springs National Reserve e la Shaba National Reserve.

Come sempre le ore dell’alba e del tramonto sono le migliori per avvistare gli animali all’interno delle riserve protette. I nostri “game drive”, i classici safari si sono sempre svolti in completa autonomia, senza l’utilizzo di una guida. Questo ci ha dato davvero grande libertà di azione e la possibilità di gestire al meglio i nostri spostamenti.

Un'antilope nello Shaba National Park
Un’antilope nello Shaba National Park

Anche oggi lasciamo il campo all’alba e ci dirigiamo verso est, all’ingresso del Buffalo National Park avvistando però pochi animali e un solo branco di elefanti. La riserva sembra disabitata o siamo noi particolarmente sfortunati negli avvistamenti.

Sono ormai le ore 8.30 am. quando decidiamo di spostarci verso lo Shaba National Park. Usciamo dal Chokaa Gate e abbiamo davvero l’impressione che passino pochi turisti da queste parti. Mentre al gate principale ci avevano indicato come ultimo orario utile per lasciare la riserva le ore 12.00, qui ci viene data la possibilità di rimanere fino al tramonto. Soltanto pernottando si ha l’obbligo di pagare un’altro ticket di ingresso.

A metà mattina raggiungiamo l’ingresso della riserva Shaba, il Natorbe Gate. A quest’ora fa già piuttosto caldo e ci troviamo ad un’altitudine media di 800 mt. Poco dopo l’ingresso alcuni cartelli indicano i maggiori luoghi di interesse come per esempio il campo di George Adamson, l’uomo dei leoni.

Una giraffa si mimetizza con la vegetazione allo Shaba National Park
Una giraffa si mimetizza con la vegetazione allo Shaba National Park

Facciamo un breve “game drive”, ma il parco non ci piace molto e decidiamo di lasciarlo alle ore 11.00 dopo aver percorso un totale di 66 km di piste nelle varie riserve. Questo parco è decisamente il meno popolato e forse questo è uno dei motivi per cui non ci sono turisti.

Proseguiamo per Isiolo percorrendo la A2 lungo un tratto di terribile tôle ondulée (quasi 40 km ) causato probabilmente dal passaggio di numerosi veicoli 4×4 su questa importante arteria africana. Verso mezzogiorno entriamo in città passando per un posto di blocco dove occorre registrare la nostra presenza.

Isiolo è la “classica città di servizio”, non ha molto da offrire ai visitatori se non distributori di benzina, banche dove cambiare dollari e qualche ristorante. Da qui la strada procede asfaltata, in buone condizioni fino a Timau, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Anche qui siamo fermati dall’ennesimo posto di blocco, che transitiamo velocemente, senza alcun problema.

In meno di un’ora raggiugiamo Nanyuki, posta a 2000 metri di altitudine. Questa piccola cittadina è piuttosto popolare tra gli escursionisti che salgono il Mt. Kenya, la seconda montagna d’Africa.

Cambiamo 400$ (1$ = 63,75 Ksh) alla KCB Bank, appena in tempo per la chiusura, alle ore 15.00. Il nostro campeggio, il Nanyuki River Camel Camp si trova a circa quattro km dalla città ( 500 Ksh cad. per la notte ) ed è situato all’interno di una fattoria. Dai registri risultiamo essere gli unici turisti registrati in questo periodo.

Montiamo le nostre tende e verso sera facciamo un salto in città per cenare al Mountain Rock Cafè, un locale frequentato prevalentemente dalla gente del posto, consigliato dalla Lonely Planet. Spendiamo 890 Ksh. per due filetti (500 Ksh) e un pollo (220 Ksh). Il cibo non è male.

Rientriamo in campeggio con il buio ( le strade sono completamente all’oscuro ) e riusciamo a ritrovare l’ingresso solo grazie al nostro GPS, un Garmin Forerunner 100 da polso che ho portato provvidenzialmente con me. Il favoloso cielo stellato stanotte ci fornisce un ottimo pretesto per gustarci una tisana comodamente seduti vicino alle nostre tende.


A Nanyuki attraversiamo idealmente la linea dell'Equatore

Attraversiamo la linea dell’equatore

Proseguendo verso il Lago Naivasha attraversiamo a Nanyuki  la linea dell’equatore. Seguendo la A2 verso sud, in breve attraversiamo la località di Kiganjo che tutto sembra tranne un villaggio africa. Sembra piuttosto di trovarsi in Svizzera, con case basse e giardini ben curati.

Pochi chilometri ci separano da Nyeri, capoluogo della Provincia Centrale con una popolazione di oltre 100.000 abitanti. Molte strade di questa regione furono costruite da prigionieri italiani provenienti dalla Somalia e dall’Etiopia. 

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