Attraversiamo la linea dell’equatore

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DAY 14 | Nanyuki – Lago Naivasha ( 294 km )

Ennesima sveglia all’alba con 11°. Dopo una buona colazione ci dirigiamo in città per fare benzina e proseguiamo per tre chilometri a sud di Nanyuki dove si attraversa idealmente la linea dell’equatore. Immancabile la foto ricordo così come immancabili sono i numerosissimi negozietti di souvenirs posti sul piazzale antistante.

A Nanyuki attraversiamo idealmente la linea dell'Equatore
A Nanyuki attraversiamo idealmente la linea dell’Equatore

Ci tratteniamo qui per circa un’ora facendo acquisti piuttosto convenienti per i nostri regali al rientro in Italia. Tenete presente che qui è possibile pagare in dollari e contrattare è d’obbligo: di norma il prezzo di partenza scende anche a meno della metà, se solo avete un pò di pazienza e tempo da perdere.

Proseguiamo verso la nostra destinazione di oggi: il Lago Naivasha. Seguendo la A2 verso sud, in breve attraversiamo la località di Kiganjo che tutto sembra tranne un villaggio africa. Sembra piuttosto di trovarsi in Svizzera, con case basse e giardini ben curati.

Pochi chilometri ci separano da Nyeri, capoluogo della Provincia Centrale con una popolazione di oltre 100.000 abitanti. Molte strade di questa regione furono costruite da prigionieri italiani provenienti dalla Somalia e dall’Etiopia. Gli italiani erano detenuti in un campo di concentramento costruito qui dagli inglesi. Un giorno alcuni prigionieri veneti riuscirono a scappare e tentarono la salita al Monte Kenya. Catturati nuovamente dagli inglesi dichiararono sarcasticamente che “una bella scalata vale un pò di prigione !”

Nyeri, vendita di mobili e divani lungo la strada !
Nyeri, vendita di mobili e divani lungo la strada !

Nyeri costituisce anche la porta d’ingresso per l’Aberdare National Park che purtroppo non abbiamo il tempo di visitare. Proseguendo lungo la B5 raggiungiamo dopo circa cento chilometri di buona strada il Thompson Falls Lodge di Nyahururu, a 2360m di altitudine.

L’ingresso per la vettura è gratuito e da qui si possono ammirare le meravigliose cascate, tra le più spettacolari del Kenya, comodamente sdraiati sul prato verde del Lodge. Noi ci fermiamo a bere una coca-cola, piacevolmente seduti al bar spendendo 100 Ksh.

Foto di rito davanti alle cascate nel Thompson Falls Lodge di Nyahururu
Foto di rito davanti alle cascate nel Thompson Falls Lodge di Nyahururu

Proseguiamo verso sud lungo la C77, direzione Gilgil. La strada è asfaltata, ma piena di buche. Giunti nei pressi di Naivasha si incontrano grandi lavori stradali in corso e in futuro questa pista potrebbe diventare una buona strada asfaltata.

Nel tardo pomeriggio giungiamo al Fisherman’s Camp, una tappa piuttosto popolare tra i camperisti e gli overlanders. Con la sua posizione invidiabile sul lago consente di montare le tende su un’ampio prato messo in sicurezza dagli ippopotami grazie ad un recinto elettrificato. Le docce con acqua calda ci consentono di darci una rinfrescata dopo la lunga giornata di guida. 

Sul set di Tomb Raider

DAY 15 | Lago Naivasha

Sveglia alle ore 7.00 (15° in tenda stanotte) / Stamane il cielo è coperto; noleggiamo tre mountain bike al costo di 1500 Ksh.

A soli cinque chilometri dal Fisherman’s Camp, dove stiamo soggiornando, si trova Il Parco Nazionale di Hell’s Gate, letteralmente “Porta dell’inferno”. Questo parco rappresenta un’esperienza unica in Kenya, poichè è possibile attraversarlo a piedi o in bicicletta in autosufficienza, senza la scorta di un ranger o di una guida.

L'ingresso dell'Hells Gate National Park che è possibile visitare in bicicletta o a piedi
L’ingresso dell’Hells Gate National Park che è possibile visitare in bicicletta o a piedi

Il parco ospita una buona quantità di fauna, ma è privo di animali pericolosi e per questo motivo è possibile praticare attività sportive al suo interno. In mattinata raggiungiamo l’ingresso del parco che ha fatto da sfondo anche a numerosi film; il più recente è stato Tomb Raider: la culla della vita (2003)

L’ingresso è abbastanza a buon mercato (20$ + 50 Ksh per ogni mountain bike ) e in breve ci ritroviamo a pedalare lungo le piste, in uno scenario tipico del “Re Leone” in mezzo a zebre, giraffe, gazzelle e bufali.

A mezzogiorno raggiungiamo la Lower Gorge ( Ol Njorowa)  dove i canali scavati dall’acqua creano scenari spettacolari, con effetti di luce di grande suggestione. Ci viene proposta dai rangers una guida per esplorare la zona al prezzo di 1000 Ksh. Gentilmente rifiutiamo e subito il prezzo scende a 500 Ksh.

All'interno dell'Hells Gate si incontrano numerosi animali selvatici non pericolosi per l'uomo.
All’interno dell’Hells Gate si incontrano numerosi animali selvatici non pericolosi per l’uomo.

Decidiamo comunque di proseguire l’esplorazione per conto nostro. Nel primo pomeriggio comincia a piovere e di gran lena pedaliamo verso l’uscita del parco. La sera rinunciamo a cucinare sotto l’acqua e mangiamo presso il ristorante del campo. L’atmosfera è molto piacevole, con buona musica e un’accogliente caminetto acceso.


Sosta all'Hippo Garage per sostituire una balestra della nostra Landrover

Una balestra tranciata di netto

Per accorciare il cammino tentiamo di percorrere la pista che prima di Kongoni punta a sud per congiungersi con la B3 per Narok. Ci accorgiamo quasi subito che non si tratta di una buona idea e che la pista è davvero in pessime condizioni, probabilmente erosa dalle piogge di queste ultime settimane. E infatti, con una manovra sbagliata, centriamo in pieno una grossa buca, rompendo dopo neanche un chilometro una balestra, tranciata di netto.

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