Lo spettacolare lago Turkana

lago turkana kenya panorama

DAY 09 | South Horr – Loyangalani ( 90 km )

Ancora una sveglia all’alba per approfittare della splendida giornata di sole che ci attende. La pista che stiamo percorrendo, la C77 è davvero in ottime condizioni, estremamente compatta e ben battuta, il che ci consente di viaggiare piuttosto veloce. Davvero non ci aspettavamo di trovare una pista in queste condizioni.

Durante le riprese del video lungo una pista
Durante le riprese del video lungo una pista

A metà mattina finalmente ci troviamo di fronte alla tanto desiderata meta del nostro viaggio, il lago Turkana.  Si tratta del più grande lago alcalino del mondo e anche il più grande lago permanente in un luogo desertico.

Qui sono state girate alcune drammatiche sequenze del film “The Constant Gardener – La cospirazione (2005 )” con Ralph Ralph Fiennes e Rachel Weisz. Ci hanno raccontato gli abitanti di Loyangalani che la produzione ha organizzato una proiezione speciale della pellicola dopo la sua uscita, proprio qui sulle rive del lago, su un grande schermo improvvisato tra le capanne del villaggio e alla presenza delle tribù locali.

Veduta del lago Turkana
Veduta del lago Turkana

Il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi è davvero molto suggestivo. Siamo circondati da rocce laviche tra le quali affiora una tenue vegetazione e sullo sfondo acacie solitarie si stagliano vicino alle rive del lago di giada.

La discesa verso la riva meridionale del lago, lungo il Kibrot Pass, mette a dura prova i nostri riflessi e il nostro mezzo. Occorre prestare la massima attenzione in quest’ultimo tratto poichè la pista è ghiaiosa e molto sconnessa.

Bisogna “camminare sui sassi”, poichè la strada quasi non esiste. Dopo alcuni chilometri di pista incontriamo un camion bloccato in salita. Il peso del mezzo lo costringe a scivolare inesorabilmente indietro. Per superarlo azzardo un sorpasso sul lato destro, tentando di passare su un versante piuttosto inclinato e molto scivoloso. Parto deciso, accellerando per avere una marcia in più, ma proprio quando mi ritrovo affiancato all’autoarticolato, il fuoristrada perde colpi e si inclina inesorabilmente sul fianco come una nave che sta affondando.

Stiamo scivolando e ci incliniamo sul lato sinistro, urtando violentemente il cassone del camion. L’impatto strappa con forza dai sostegni il nostro portapacchi, che precipita sul cofano della Landrover, lanciando davanti a noi le taniche di benzina e la ruota di scorta.

Incastrato contro la parete del mezzo, nel tentativo di liberare l’auto, inserisco la retromarcia distruggendo lo specchietto retrovisore e danneggiando la fiancata. La manovra ci procura anche un piccolo foro sul tetto che ripariamo con del nastro americano. Nulla di irreparabile, per fortuna.

Raccogliamo subito le taniche di benzina, davvero preziose da queste parti e con l’aiuto degli autisti del camion sistemiamo, legandolo con delle funi, il nostro portapacchi.

Lungo la difficile pista che conduce a Loyangalani | Photo Credits Gianluca Gibertoni
Lungo la difficile pista che conduce a Loyangalani | Photo Credits Gianluca Gibertoni

A mezzogiorno giungiamo finalmente a Loyangalani e ci sistemiamo presso il Palm Shade Camp. Apprendiamo che proprio la sera prima il villaggio degli El Molo è stato preso d’assalto da un gruppo di ribelli Gabbrache vivono all’interno, nel deserto del Chalbi. 

Sono arrivati di soppiatto e hanno sparato con i mitra sulle capanne del villaggio, uccidendo una bambina. Hanno fatto razzia e sono fuggiti. Non è la prima volta che accadono episodi del genere e la guardia armata che ci avevano suggerito di portare con noi in fondo poteva essere una buona idea. Verso sera ci rechiamo nei pressi della baia dove una parte della tribù si è rifugiata, scappando dal proprio villaggio.

Tramonto sul lago Turkana

DAY 10 | Loyangalani ( Lago Turkana )

Oggi visitiamo un vicino villaggio Turkana, in compagnia di un giovane ragazzo del posto, che ci farà da interprete e guida per un paio d’ore. Gli consegnamo il sale e il tabacco acquistati a Maral più altri 1000 Ksh. da consegnare al capo tribù per poter visitare il villaggio.

I Turkana vivono di pastorizia e si definiscono “popolo del bue grigio” poichè un tempo addomesticavano gli zebù, un tipo di mucca. Oggi allevano soprattutto capre, cammelli, asini e pecore per la produzione di carne e di latte.

Famosi sono i cestini intrecciati dei Turkana e le collane colorate, indossate in particolare dalle donne. La ricchezza di ogni famiglia si misura proprio in funzione al numero di questi “gioielli”.

Nel tardo pomeriggio ci rechiamo a nord seguendo la baia fino al villaggio degli El Molo, ormai completamente deserto dopo la razzia. Il tramonto quaggiù è uno spettacolo meraviglioso anche se funestato dai recenti avvenimenti.


Il nostro fuoristrada con il portapacchi incidentato | Photo Credits Gianluca Gibertoni

Ancora qualche riparazione alla nostra Landrover

Lasciamo Loyangalani e ci ritroviamo ad affrontare il passo Kibrot in salita . Per alcuni chilometri abbiamo la sensazione che la pista non esista affatto, letteralmente ingoiata dalla terra e al suo posto ci sia un’unica gigantesca pietraia.

Nel pomeriggio riusciamo a raggiungere Maralal e subito ci dirigiamo verso il nostro “meccanico di fiducia” per sistemare il portapacchi danneggiato e buona parte dell’impianto elettrico sotto alle luci posteriori, che si era staccato probabilmente durante un guado.

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