Sosta libera in camper nel selvaggio Parco Nazionale di Slītere ( Lettonia )

Il nostro itinerario si snoda lunga la bellissima strada litoranea del Baltico che da Ventspils raggiunge il capo Kolka. Scoprite con noi la meravigliosa ciclabile che attraversa gli antichi villaggi dei “Liv” ( Livoniani ) e dove fermarsi in sosta libera per la notte lungo la costa selvaggia della Lettonia.

Visita alla cittadina di Ventspill 

La prima tappa del nostro itinerario è la città di Ventspils, fondata nel 1290 e da sempre importante centro di commercio. La sua importanza è dovuta al fatto che si tratta di un porto libero dal ghiaccio tutto l’anno. I minerali e il petrolio provenienti dalla Russia vengono dunque immagazzinati e gli introiti della sua marina mercantile hanno contribuito a trasformarla in una cittadina davvero bella e a misura d’uomo.

Le strade sono ordinate e numerosi parchi pubblici ornati di fiori e fontane regalano piacevoli passeggiate. Il piccolo centro storico non ha nulla di particolarmente interessante ma può offrirvi una sosta rilassante di mezza giornata, magari visitando anche la bella spiaggia di cui gli abitanti del posto vanno fieri. Un tempo le acque erano contaminate dall’inquinamento industriale sovietico ma nel 1999 hanno ricevuto il riconoscimento di Bandiera Blu.

Peccato per la vista delle grandi cisterne che dominano la baia e che personalmente deturpano il paesaggio e il quadro d’insieme. Ci sono numerosi parcheggi gratuiti un pò ovunque in città e sarebbe troppo lungo segnalarveli tutti. Noi abbiamo preferito sostare per la notte in un bel parcheggio isolato e lontano dal centro ( GPS: N57.37854° E21.52642° ) a pochi passi dalla spiaggia. Avvolto da una meravigliosa pineta offre anche un’ottimo riparo dal vento che spesso soffia forte da queste parti. E’ possibile raggiungere il centro cittadino direttamente dalla spiaggia, con una piacevole passeggiata di circa cinque di chilometri

Amelia a bordo di un’imbarcazione in secca nel porto di Ventspils

Il Parco Nazionale di Slītere 

La strada litoranea del Baltico parte da Ventspils e raggiunge il capo Kolka congiungendo tra loro 12 antichi villaggi. Si dice che questa un tempo fosse una segretissima pista di atterraggio dell’areonautica Russa. Il Parco Nazionale di Slītere occupa gli ultimi 25 chilometri di promontorio, da Sīkrags e Ovīši fino a Kolka e rappresenta un vero e proprio museo all’aria aperta che illustra lo sviluppo storico del Mar Baltico. Il clima mite della Curlandia occidentale è il motivo principale per cui molte piante rare sono sopravvissute all’interno del Parco.

Di sicuro la presenza di una base militare Russa per 50 anni ha contribuito a mantenere questo territorio intatto e indisturbato per la fauna e la flora locale. Una delle maggiori attrazioni della Lettonia è rappresentata dal Capo Kolka visitato da una moltitudine di viaggiatori ogni anno. A noi non è sembrato così particolarmente affascinante come altre destinazioni “in capo al mondo” ma forse bisognerebbe visitarlo in primavera, durante il periodo delle migrazioni quando ogni ora decine di migliaia di uccelli passano sopra le sue spiagge.

Lungo la costa del Mar Baltico, denominata la costa dei Livoniani ( Liv Coast ) si possono ancora trovare le antiche abitazioni dei pescatori e una moltitudine di oggetti e tracce culturali provenienti dalla più piccola minoranza etnica del mondo: i Livoniani. Una meravigliosa pista ciclabile è stata tracciata all’interno del Parco Naturale, oltre a numerosi sentieri per gli appassionati escursionisti.

Presso il faro di Slītere (Slīteres bāka ), cinque chilometri a sud di Mazirbe potete chiedere informazioni e piantine dei circuiti ciclabili e degli itinerari del parco. Dal faro parte un bel sentiero naturalistico, ideale per una passeggiata lungo il litorale.

Amelie raccoglie mirtilli lungo la pista dei villaggi Livoniani

Mazirbe, capitale dei Livoniani

Mazirbe è uno dei più grandi e più antichi villaggi di pescatori lungo la costa Livoniana. Nel 1896 venne aperta qui una scuola navale che ospitò nel corso degli anni oltre 1000 allievi. Negli anni ’40 venne occupata dai Russi e trasformata in una base militare. Lungo la costa vivono gli ultimi discendenti del popolo Livoniano ( una tribù di pescatori di origini Finlandesi ) concentrati in pochi villaggi perduti nel tempo. Si dice che non siano più di 200 le persone appartenenti a questo gruppo etnico e un’altro esiguo numero proviene da Ungheria, Finlandia ed Estonia. Ogni anno, ad agosto si radunano qui a Mazirbe per il Festival Livoniano che si svolge nella casa del popolo all’ingresso del villaggio.

A Mazirbe segnaliamo un piccolo parcheggio isolato ( GPS: N57.69230° E22.32666° ) a pochi passi dal mare dove è conservata ancora l’antica torre di guardia sovietica che serviva per sorvegliare la spiaggia. Durante tutto il periodo di occupazione ( 1940 – 1991 ) alle persone era consentito di andare sulla spiaggia soltanto durante il giorno e solo in zone ben delimitate. A quell’epoca la costa rappresentava a tutti gli effetti il confine occidentale della Russia. Durante la notte giganteschi fari illuminavano a giorno la costa alla ricerca di coloro che tentavano di violare la legge imposta al confine

La nostra sosta libera a Mazirbe lungo la ciclabile

La pista ciclabile dei villaggi Livoniani

Da Mazirbe parte la splendida pista cicloturistica che attraversa la foresta toccando altri quattro villaggi Livoniani ( Košrags, Pitrags, Saunags and Vaide ) fino a giungere a capo Kolka. Il periodo migliore per praticarla è tra Aprile ad Ottobre e la sua lunghezza è di circa 22km a/r | In caso di pioggia potrebbe essere impraticabile per la presenza di grandi pozze d’acqua. Alcuni tratti sono sabbiosi e per attraversarli una mountain bike è il mezzo ideale.

Noi abbiamo lasciato il camper in sosta in prossimità della casa del popolo di Mazirbe perchè il parcheggio “ufficiale” è piccolino, ideale solo per gli amici furgonati. La zona è assolutamente tranquilla e non faticherete a trovare posto anche di fianco alla strada.

Il primo villaggio che incontriamo è Košrags, con le sue vie di sabbia e gli antichi edifici in legno del  XVIII secolo. Le targhe delle storiche abitazioni dei pescatori sono apposte all’esterno o sulle recinzioni.

Una tipica casa Livoniana restaurata lungo il percorso della ciclabile

Pitrags era un villaggio di pescatori con molte leggende su pirati e relitti di navi. Per la verità degli oltre 100 abitanti solo una ventina erano pescatori. E anche se durante il periodo sovietico venne costruita una fabbrica per la lavorazione del pescato, la maggior parte delle persone era impiegata nella foresta, al taglio delle piante. Il lavoro nella foresta era decisamente più redditizio della pesca.

Chi trasportava il legname aveva piccole imbarcazioni con lo scafo piatto che potevano stivare fino a 15 metri cubi di piante. Il legno veniva trasportato su carri trainati da cavalli fino al mare e poi caricato a mano sulle imbarcazioni. Queste salpavano verso le navi ancorate in mare e qui il legno veniva nuovamente caricato a mano per essere poi trasportato fino a Riga o altrove.

La chiesa Battista di Pitrags, al centro del villaggio venne costruita nel 1902 e qui ci siamo fermati in sosta per la notte nell’ampio parcheggio, nella calma più assoluta del posto ( GPS: N57.70408° E22.38732° ) La costa, esposta ad ovest, regala spesso splendidi tramonti al riparo dalle onde, sulle dolci dune sabbiose del litorale.

Sosta libera nel tranquillo parcheggio di Pitrags

Saunags è un grande villaggio di pescatori con molte sistemazioni per i viaggiatori. Alcune testimonianze scritte del 1310 menzionano già la sua esistenza. Agli inizi del secolo scorso qui si contavano oltre 40 imbarcazioni per la pesca. Le acque intorno al villaggio infatti erano ricche di un pesce simile alla sardina e ben presto iniziò qui un’attività industriale di inscatolamento che fece crescere la popolazione. Pensate ad un piccolo villaggio del west americano, con un saloon, una scuola, un’ufficio postale e qualche emporio !

Vaide e un piccolo villaggio nel mezzo della foresta conosciuto per la sua “collezione di corna”. La ciclabile passa proprio accanto ad un cartello dal nome curioso: Ragu. Non si tratta dell’insegna di un ristorante ma del Museo delle Corna e dei Palchi ( Ragu kolekcija ) aperto da maggio ad ottobre. Qui sono esposte ben 518 corna d’alce raccolte da una guardia forestale nel corso della sua carriera ( e nessuna di esse rappresenta un trofeo di caccia ! )

Gli ultimi due chilometri del nostro itinerario si percorrono sulla strada asfaltata che attraversa il Parco. Il traffico è scarso e non rischiamo di essere stirati da un’autovettura in corsa ! In breve si raggiunge il parcheggio ( affollatissimo di sabato ! ) del capo Kolka. Davvero inspiegabile il numero di auto nel parcheggio ( a pagamento ) visto che lungo il cammino non abbiamo praticamente incontrato anima viva.

Il desolato capo Kolka

Chiuso ai civili durante il periodo sovietico, il capo Kolka è il punto di incontro tra il Golfo di Rīga e il Mar Baltico. Qui spesso si abbattono forti venti e tempeste burrascose e i fortunati che riescono a visitarlo in condizioni non estreme possono godere della sua atmosfera un pò desolata, un pò lunare e ferma nel tempo. Purtroppo oggi rappresenta un’attrazione irresistibile del turismo mordi e fuggi e la sua vicinanza con Riga ne ha fatto una meta molto gettonata durante la bella stagione. Comodo da raggiungere per una foto o un selfie sulla spiaggia.

Durante l’inverno del 2005 una gigantesca tempesta ha spazzato la costa sradicando gli alberi a decine, gettandoli sulle dune a testa in giù e piantandoli con le radici al posto delle fronde. Questo fenomeno però ha favorito la protezione delle dune dall’erosione marina e dai forti venti del Capo.

Questa zona è sempre stata molto pericolosa per la navigazione a causa del suo banco di sabbia lungo sei chilometri. Per secoli i marinai hanno utilizzato dei falò per segnalare il pericolo, fino al 1872 quando è cominciata la costruzione dell’attuale faro che si trova a cinque chilometri dalla costa. Oggi è alimentato a pannelli solari e la sua luce visibile a 10 miglia di distanza rappresenta una sicurezza per tutti i naviganti.

E’ possibile sostare per la notte nel parcheggio del Capo ( GPS: N57.75656° E22.59999° ) Ci segnalano che il pernottamento costa 8€/notte mentre la sosta costa 3€/h. Decisamente vale la pena spostarsi di qualche centinaio di metri nel vicino parcheggio gratuito che si trova nei pressi della rotonda prima di giungere al capo ( GPS: N57.75654° E22.59126° ) Entrambi i parcheggi potrebbero essere molto affollati in alta stagione e in particolare nei week-ends.

Nel villaggio di Kolka non c’è nulla di particolarmente interessante da vedere ma forse potete assaggiare il pesce affumicato che qui viene venduto ovunque lungo la strada da numerose bancarelle

In bicicletta sulla spiaggia di Capo Kolka

Avvertenza

Le località descritte in questo articolo sono state visitate nel periodo di Luglio del 2019

Le cose cambiano nel tempo: le soste gratuite diventano a pagamento, i prezzi aumentano, le aree di sosta cambiano gestione o chiudono, la qualità dei servizi migliora o diventa più scadente. I parcheggi in cui fermarsi con il camper ( le cosiddette soste “tollerate” ) vengono banditi dai comuni. Ci sono periodi dell’anno ( normalmente in alta stagione ) in cui non è possibile fermarsi in sosta libera in alcune delle località descritte

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