Lungo la Route Napolèon: villaggi e bellezze naturali tutte da scoprire

Amelia di fronte alle rocce Les Penitentes di Les Mees

Seguendo la Route Napolèon, la strada di Napoleone, nella Valle della Durance ci imbattiamo nel piccolo villaggio di Malijai. Il nome curioso di questo paesino significa in provenzale “male jacet” che significa mal situato. In passato la sua sfortunata posizione geografica lo poneva spesso al centro di devastanti alluvioni; una di queste spazzò via persino il cimitero nel 1860.

La località è però famosa per il suo castello, oggi sede del Comune che vide soggiornare Napoleone Bonaparte al suo ritorno dopo l’evasione e la fuga dall’Isola d’Elba. Potete visitare il giardino ricco di numerose essenze, coltivato “alla francese”. Due torri imponenti ai lati con caratteristiche tegole verniciate delimitano le strette facciate del complesso. All’interno le stanze sono ancora riccamente arredate con mobili in stile Luigi XV e XVI, uno dei pochi esempi di arredamento così completi in Alta Provenza. La sosta per il nostro camper è gratuita, con tanto di camper service (CS) proprio sotto al Castello. Malijai è un buon punto di partenza per numerose escursioni a piedi e in bicicletta.

Sosta libera in camper a Malijai, sotto al castello

Riprendiamo la marcia in direzione di Chateau-Arnoux, un grazioso villaggio medievale dove troverete un camper service e potrete passeggiare tra le sue viuzze in pietra per scoprire il famoso castello edificato nel 1510, il parco adiacente e il giardino botanico. L’ultima tappa del nostro itinerario è proprio sotto i famosi “Penitentes” di Les Mèes dove sostiamo per la notte.

Il piccolo borgo pietrificato di Les Mées è famoso nella regione della Durance per le sue incredibili formazioni rocciose denominate “les penitents” ( i penitenti ). L’erosione del vento e delle acque hanno nei secoli modellato queste rocce creando la suggestione visiva di una fila di monaci incappucciati in processione.

La leggenda narra che si trattasse di frati che vennero pietrificati da una maledizione per aver sedotto le donne musulmane all’epoca dell’invasione araba. In lontananza fanno da sfondo a queste rocce alte oltre 100 metri, le coltivazioni di lavanda e gli oliveti ( oltre 80.000 ) che rendono questo comune il più grande produttore di olio d’oliva dell’Alta Provenza. E proprio qui si possono visitare numerosi frantoi e degustare l’ottimo olio locale. Dal villaggio parte un sentiero che vi consentirà con una breve escursione di ammirare dall’alto e più da vicino i famosi “penitentes”, anche se per la verità non ci è sembrato particolarmente suggestivo.


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