Incontro ravvicinato con gli ippopotami

DAY 07 | Lago Baringo – Maralal ( 153 km )

Abbiamo trascorso una notte piuttosto agitata per la presenza di numerosi ippopotami intorno alle nostre tende. Il nostro campo durante la notte doveva essere sorvegliato da un guardiano incaricato di tenere lontani questi plantigradi.

Questi animali infatti hanno l’abitudine di uscire dall’acqua, e di cibarsi strappando rumorosamente l’erba dal loro pascolo. Sono notoriamente tra gli erbivori più aggressivi ( ancora più del bufalo ) e proteggono il loro territorio.

Un ippopotamo ci fissa minaccioso
Un ippopotamo ci fissa minaccioso

Durante questa calda notte africana siamo stati svegliati improvvisamente dal rumoroso ruminare di alcuni ippopotami, intorno alle nostre tende. Vedevamo nel buio le loro sagome gigantesche rispetto alle nostre tende, muoversi sempre più vicino a noi.

La luce fioca della lampada del guardiano li illuminava da lontano proiettando ombre ancora più terrificanti. Con fischi e suoni gutturali cercava inutilmente di allontanarli, senza grandi risultati. Di sicuro temeva più per la sua incolumità che non per la nostra. Sapevamo che l’ippopotamo non “vede gli ostacoli” e in caso di attacco o di fuga travolge ogni cosa sul suo cammino.

L’idea di essere spiaccicato nella mia tenda prima di vedere il lago Turkana non mi piaceva affatto.

La guardia armata che ci scorterà nei prossimi giorni per garantire la nostra sicurezza.
La guardia armata che ci scorterà nei prossimi giorni per garantire la nostra sicurezza.

La notte trascorre in qualche modo, senza incidenti e di buon mattino ci prepariamo alla partenza. Abbiamo ingaggiato una guardia armata per scortarci nei prossimi giorni. Da qui in poi pare che la strada che vogliamo percorrere non sia molto sicura, per via dei predoni che scorrazzano i territori del nord.

Per un tratto seguiamo la B4 verso nord, in direzione Loruk costeggiando il lago Baringo. La strada è ben battuta e panoramica, così come la D370 che costeggia le rive nord del lago e raggiunge Tangulbei. La nostra velocità media su queste piste è di circa 40/50 km ora.

Anche la strada per  Maralal non è male. Dopo l’ennesima sosta per scattare fotografie, si presenta un problema con il motorino di avviamento del fuoristrada. Riusciamo a ripartire con l’aiuto di una generosa spinta e decidiamo di non fermarci per il pranzo, proseguendo fino a Maralal.

Nel primo pomeriggio, sotto un cielo scuro e minaccioso, decidiamo di lasciare la nostra guardia armata a Kisima, pochi chilometri prima di Maralal poichè tutto sommato ci è sembrata una precauzione inutile portarla con noi.

E poi francamente non ci sentivamo tranquilli nel viaggiare con uno sconosciuto e un fucile carico puntato sul parabrezza pronto a far partire un colpo al primo scossone !

A Maralal cerchiamo un’altra officina ( per fortuna da queste parti non mancano, chissà perchè ! ) per sistemare il motorino d’avviamento e anche il serbatoio del carburante che nel frattempo ha ricominciato a perdere.

Soltanto in serata lasciamo l’officina spendendo 5500 Ksh per il lavoro eseguito e raggiungiamo il campeggio Yare Safari Camp, dove paghiamo 200 Ksh a testa per la notte. Non ci sono molti altri turisti da queste parti. Cuciniamo una pasta e una frittata.


Durante le riprese del video lungo una pista

Difficili piste africane

Purtroppo le piogge cadute in questi giorni hanno reso molto insidiose le piste che stiamo percorrendo. Lungo il percorso di oggi da Maralal a South Horr ( 163 km ) restiamo bloccati nel fango e soltanto un provvidenziale fuoristrada riesce a tirarci fuori dall’impiccio.

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