Residenza per i senza fissa dimora. Tutto quello che devi sapere…

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I fulltimers sono a tutti gli effetti una “nuova” o recente categoria di senza fissa dimora, su questo non c’è alcun dubbio. E qui cominciano i problemi. Molti ci chiedono come fare per ottenere la residenza nel “proprio comune” o meglio sul territorio italiano nel quale, fino a prova contraria hanno il diritto di restare.

Ma peggio ancora, molti ci dicono di essere stati respinti dal proprio Comune e di aver visto negato il diritto alla residenza. E così per comodità o causa di forza maggiore ci si appoggia ad amici o parenti per ottenere la residenza di cui sopra.

E’ il nostro caso, in questo momento. Per comodità abbiamo preso la residenza presso l’abitazione dei genitori, nel comune in cui essi vivono. Ma come faremo in futuro ? Proviamo a riassumere la nostra attuale condizione:

  • Viviamo stabilmente in camper e non abbiamo una casa di proprietà
  • Non abbiamo amici e parenti su cui contare o meglio non vogliamo dipendere da loro
  • Ci muoviamo sul territorio italiano e all’estero, non necessariamente per lavoro
  • Saremo futuri pensionati

Ho diritto alla residenza ?

L’Istat, ai fini anagrafici, definisce persona senza fissa dimora:

“…chi non abbia in alcun Comune quella dimora abituale che è elemento necessario per l’accertamento della residenza ( girovaghi, artisti delle imprese, spettacoli viaggianti, commercianti, artigiani ambulanti, ecc.), ovvero coloro che non dimorano abitualmente in nessun Comune, oltre a non avere una normale abitazione”

Fonte: ISTAT, “Metodi e norme”, in Avvertenze generali sulle disposizioni contenute nella legge, 1992, p.41

Se giro l’Italia o l’Europa in camper senza fermarmi in un posto in particolare HO DIRITTO a chiedere e OTTENERE la residenza anagrafica come persona “senza fissa dimora” in uno qualsiasi dei comuni che frequento. Se dovessi fermarmi a lungo sul territorio diventerei un “senza tetto” ma comunque sia il diritto alla residenza mi appartiene.

Come ha precisato la Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19.6.2000, l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe.

La richiesta di residenza presuppone una dimora abituale presso la quale si è reperibili ma nel caso dei “senza fissa dimora” il legislatore è ricorso al al principio del domicilio che non sempre corrisponde ai “normali” canoni del decoro e dell’abitare:

  • scantinati malsani
  • ponti
  • abitazioni abusive o fatiscenti
  • camper e roulottes
  • baracche e persino grotte.

Le tipologie di abitazioni che abbiamo citato non dovrebbero e non devono in alcun modo pregiudicare il diritto ad essere riconosciuti come residenti dall’anagrafe del nostro comune.

Quali sono i benefici della residenza ?

L’iscrizione all’anagrafe nel Comune di domicilio come ribadisce anche l’ISTAT viene dunque incontro

“ai legittimi interessi del cittadino senza fissa dimora, conferendogli la possibilità di iscriversi nell’anagrafe di quel Comune che possa essere considerato – nei continui spostamenti dipendenti dalla natura della sua attività professionale – come quello dove più frequentemente egli fa capo, ovvero ha dei parenti o un centro di affari o un rappresentante o addirittura il solo recapito e che per lui sia il più facilmente raggiungibile per ottenere le certificazioni anagrafiche occorrenti

ISTAT, “Avvertenze generali sulle disposizioni contenute nella legge”, in Avvertenze, note illustrative e
normativa AIRE – metodi e norme 1992, p. 41

L’iscrizione nei registri anagrafici del Comune di residenza costituisce quindi il presupposto per beneficiare di molti diritti riconosciuti dallo Stato e tra questi ricordiamo:

• il diritto di voto
• Il diritto all’assistenza sanitaria
• il rilascio della carta di identità
• il diritto all’assistenza sociale

Non è tutto rose e fiori

“Abito in una piccola piazza di una grande città. E, sia chiaro, non ho niente da lamentare della mia abitazione attuale. È molto spaziosa. Il mio salotto è così grande che di sera ospita centinaia di persone. Nei miei corridoi si ritrovano migliaia di persone, e per trovare un bagno libero a volte devo fare addirittura due fermate col tram” ( Marksim Cristan )

Molto spesso purtroppo si assiste alla negazione del diritto di residenza da parte di Comuni in malafede e ufficiali dell’anagrafe poco informati. Come spesso accade si citano e distorgono le norme vigenti di legge a proprio favore ( nel caso dei Comuni ) e si fanno pressioni affinchè l’interessato trovi soluzioni alternative o si appoggi a un domicilio “di favore”

Nella maggior parte dei casi questo atteggiamento da parte dei Comuni è legato strettamente a politiche di bilancio. Si teme che concedere la residenza ad un senza fissa dimora porti nella maggior parte dei casi costi supplementari per la gestione dell’ordine pubblico e all’assistenza sociale.

Si tratta di comportamenti privi di legittimità giuridica. Gli ufficiali d’anagrafe, si difendono denunciando il tentativo diffuso da parte di persone che hanno problemi con creditori o altro, di far credere di non avere alcuna dimora abituale per poter ottenere l’iscrizione anagrafica in una via inesistente e quindi essere difficilmente rintracciabili. L’aspetto patologico del problema non può tuttavia condizionare l’operato del pubblico ufficiale di fronte a cittadini che sono titolari di diritti effettivi e giuridicamente tutelati.

Il Ministero dell’Interno è consapevole di questa prassi e ne ha denunciato l’illegittimità, segnalando che molti comuni tendono a dissuadere il richiedente la residenza pretendendo requisiti quali:

  • lo svolgimento di un’attività lavorativa
  • la disponibilità di un’abitazione
  • l’iscrizione degli altri componenti il nucleo familiare
  • in alcuni casi persino l’inesistenza di precedenti penali

Per maggiori informazioni  leggi:
Paolo Morozzo della Rocca, Il Diritto alla Residenza è di tutti, Sguardi.info

Quale sarà il mio indirizzo ?

Chi è senza fissa dimora può chiedere di essere iscritto presso un indirizzo di una strada inesistente, scelta di fantasia dal Sindaco del proprio Comune (ad esempio via della casa comunale, via del Municipio, via Città di Bari e cosi via…)

A Roma, su iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, una delibera della Giunta Comunale ( delib. n.84 del 26 febbraio 2002 ) permette alle persone senza fissa dimora di iscriversi ad un indirizzo fittizio, in Via Modesta Valenti. È una via del tutto virtuale, ma allo stesso tempo reale, perché permette ai suoi residenti di non essere immediatamente identificati come “barboni”, cosa che accadrebbe nel caso risultasse sui documenti di identità la residenza in Via della casa comunale, o altro di simile.

A livello strettamente operativo, essendo Roma una città molto estesa, per ogni municipio è stata istituita una “Via Modesta Valenti” dove poter iscrivere i senza dimora che circolano sul territorio, facendo riferimento alla numerazione dispari, come previsto dalla Circolare Comunale.

Evidentemente, tale indirizzo non corrisponde alla dimora effettiva ma al solo recapito ai fini anagrafici, permettendo alle persone senza fissa dimora di ricevere nei luoghi suddetti comunicazioni e corrispondenza.

Altre città in Italia hanno seguito l’esempio della Capitale e in accordo con le associazioni di volontariato, consentono alla persone “senza tetto” e “senza fissa dimora” di iscrivere come proprio domicilio l’indirizzo di queste associazioni ( mense, dormitori, centri di accoglienza o di ascolto )

Chi era Modesta Valenti

Nell’inverno del 1983 un’anziana signora, Modesta Valenti, morì alla Stazione Termini di Roma. Ebbe un malore a causa del freddo intenso di quei giorni. I soccorsi giunti sul posto si rifiutarono di soccorrerla “perché era sporca” o forse perché era una semplice barbona. Modesta morì poche ore dopo, tra tante sofferenze. Nessuno si preoccupò di prestarle soccorso.

Da allora ogni inverno le persone “senza fissa dimora” si raccolgono a Santa Maria in Trastevere per ricordare insieme agli amici della Comunità di Sant’Egidio tutti gli sfortunati che ogni anno perdono la vita vivendo ai margini della società.

Anche grazie a loro e ai volontari delle associazioni la memoria di Modesta Valenti, dopo 35 anni dalla sua morte, è ancora molto forte e ci ricorda che:

È sicuro che l’ignoranza alleata con il potere, si rivela il nemico più feroce che la giustizia possa avere.

Chi mi può aiutare ?

Per aiutarti a portare avanti la battaglia per i tuoi diritti come cittadino residenti in Italia, fulltimers o senza fissa dimora puoi rivolgerti all’associazione Onlus Avvocato di strada presente ormai in oltre 40 città italiane dislocate su tutto il territorio nazionale.


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8 Responses

  1. Sara Sanviti
    | Reply

    Bell’articolo. Ben fatto.

  2. Sara Sanviti
    | Reply

    Adesso mi aspetto un consiglio sul domicilio professionale in un comune diverso da quello della rasidenza fittizia. Se può darmi questo consiglio. È più di un anno che ne cerco uno, ma nessuno me lo concede,nemmeno pagando, nemmeno i servizi appositi (mail boxes etc., cowo e simili). Colleghi,non ne parliamo, perché l’attività è purtroppo troppo incerta. Vorrei un domicilio professionale dignitoso e non un luogo di carità. In un comune diverso, per potermi iscrivere in un albo professionale più “conveniente”, come prevede la legge, ma non purtroppo la consuetudine, che mi impone il domicilio professionale.

    • Pier Galliano
      | Reply

      Ciao Sara e grazie per averci scritto. Purtroppo non posso entrare nel merito perchè non ho le competenze per risponderti e spero che qualcuno dei nostri lettori possa intervenire in proposito. Cerchiamo di fare chiarezza: da quello che ho trovato in rete per iscriversi ad un Albo Professionale occorre avere come requisito essenziale un DOMICILIO PROFESSIONALE che può essere DIVERSO da quello della propria residenza. Dunque per la proprietà transitiva, anche se hai una residenza fittizia come senza fissa dimora HAI DIRITTO ad un DOMICILIO PROFESSIONALE altrove.

      Il domicilio professionale è semplicemente un indirizzo dove si vogliono ricevere eventuali notifiche relative alla professione, anziché farsele recapitare a casa. Questo è un problema che andrebbe affrontato. Posso ricevere la posta presso il Comune in cui ho eletto la mia residenza fittizia ?
      Se il comune si appoggia ad una associazione di volontariato ( vedi il comune di Roma o di Bologna ) puoi sicuramente ricevere tutte le notifiche pressp queste ONLUS.

      A questo punto però, il mio consiglio è quello, come citato nell’articolo, a rivolgerti a titolo informativo e gratuito ad http://www.avvocatodistrada.it/

      Tienici aggiornati sugli sviluppi della faccenda per fare luce e chiarezza nei confronti di tutti i nostri lettori. Buona Vita da Pier e Amelie

  3. Beppe
    | Reply

    Complimenti per l’articolo. Sono riuscito, con grande fatica, ad ottenere la residenza come fulltimer nel comune di Gorizia, dove ho abitato gli ultimi 20 anni e dove risiedono I miei figli. Sono divorziato e abito da 6 anni felicemente in un csmper. Sono un lubero professionista iscritto ad un albo. Il comune di Gorizia mette sui documenti come indirizzo fittizio “via dei senza fissa dimora, n…”, causando non poche problematiche, in quanto, ogni volta che ho la necessitá di fornire I miei dati anagrafici vengo considerato come se fossi una brutta persona e per questo mi sento discriminato.
    Si puo far qualcosa per imporre al comune di cambiare questa modalitá di assegnazione dell’indirizzo per I fulltimers?
    Grazie.

    • Pier Galliano
      | Reply

      Ciao Beppe,
      La tua situazione é comune a molti che chi hanno scritto anche in privato. Personalmente non abbiamo le competenze giuridiche per aiutarti ma come suggerito anche nel nostro articolo potresti rivolgerti all’associazione Avvocatidistrada per avere un parere competente in merito. Un abbraccio e …Buona vita !

  4. Stefania D'Andrea
    | Reply

    Ciao! Grazie per l’articolo, è molto esaustivo, ma ho anch’io una domanda da porre.
    Ci piacerebbe vivere di artigianato, ma mantenere aperta una partita iva in Italia è un suicidio. C’è modo di ottenere la residenza come senza fissa dimora in altri paesi dove magari sono in corso sgravi fiscali? Dai cugini spagnoli ad esempio. Grazie
    Ste

    • Pier Galliano
      | Reply

      Ciao Stefania,
      grazie per averci scritto. La tua domanda francamente ci coglie impreparati ma è assolutamente legittima. La giriamo direttamente ai nostri lettori più fedeli e tra questi speriamo ci sia qualcuno che sappia risponderti. Possiamo ancora una volta consigliare di rivolgerti all’associazione Onlus Avvocato di strada di cui parliamo nell’articolo, per eventuali suggerimenti e consigli in merito. Buona Fortuna e speriamo di incontrarvi presto “on the road”

  5. Franco Gambarelli
    | Reply

    Salve…..
    Vorrei che qualcuno mi stesse ad ascoltare,oppure bche potesse leggere queste poche righe che ora sto per scrivere.
    Sono un Pensionato Statale,risiedo qui a Cremona da quasi 14 – 15 anni tutto solo,con nessuno che ti aiuta,nessuno che ti voglia un po di bene,nessuno che ti porti un po di affetto,un po d’amore…ecc. ecc. Il 29 di questo mese è il mio compleanno,ed io me lo devo festeggiare solo come un cane. Mi rivolgo a chi ne fosse senza fissa dimora…Ragazza, Signorina oppure signora….son ben disposto ad ospitarla per sempre. Per contatto mimmediato chiamare al 339 – 7927015

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