In cima al Col de La Bonette, uno dei valichi stradali più alti d’Europa

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Stamane la sveglia suona all’alba per un’escursione che abbiamo programmato all’interno del Parco Nazionale del Mercantour. Punto di partenza del nostro itinerario è il piccolo borgo alpino di Le Pra, dove è possibile sostare in camper durante il giorno nell’ampio piazzale ( deserto ) o lungo la strada, nei pressi del sentiero che conduce ai laghi di Vens.

Amelia ammira il panorama sui laghi di Vens

La camminata, andata e ritorno, comporta circa sei ore di cammino ( dunque consigliata se vi sentite in forma ! ) Nonostante si raggiunga una quota elevata, questa passeggiata si effettua in totale sicurezza grazie agli ottimi sentieri tracciati negli anni ’30. Lungo il percorso vi sarà possibile ammirare numerosa fauna alpina ( tantissime le marmotte ) e una flora rigogliosa all’altezza del Plateau de Morgon

Superato il colle di Tortisse, si apre davanti ai nostri occhi una vista spettacolare. La scoperta dei laghi di Vens, con le acque dai colori cangianti, ci appaga pienamente della lunga camminata fatta per raggiungerli. Dal colle è possibile inoltre ammirare il maestoso panorama sulla Valle Stura e, in lontananza, il Monviso con i suoi 3842 metri di altezza.

Nel primo pomeriggio riprendiamo il cammino, pronti ad affrontare il Col de La Bonette, che con i suoi 2715 metri di altitudine è uno dei valichi stradali più alti d’Europa. Il panorama che si ammira man mano che si sale è davvero maestoso e la strada conserva una carreggiata ampia che non crea nessun problema alla circolazione del nostro mezzo. Giunti al colle troverete un bivio che conduce in poco meno di un chilometro alla parte sommitale, a quota 2.802 metri e che compie il giro della Cima della Bonette (2.860 m)

Qui parcheggiare con il camper è più problematico e in caso di affollamento potreste avere qualche difficoltà. Noi comunque siamo riusciti a fermarci e ammirare la vista a 360 gradi dal look-point panoramico posto in cima.

Il nostro camper sulla strada del Col de La Bonette

Per la sosta notturna ci fermiamo qualche chilometro più in basso, nei pressi del Fortino di Restefond che venne ristrutturato nel 1931 per impedire il passaggio delle forze nemiche. Fu un’opera complessa di ingegneria, poichè il cantiere si doveva situare a più di 2000 metri di altitudine. I lavori si potevano svolgere solo d’estate e occorreva portare cemento, sabbia, acqua e ferro a volte anche a dorso di muli. Oggi il forte non è visitabile ma ci sono alcuni pannelli esplicativi e un’ampio piazzale dove fermarsi per la notte. Lungo la strada che scende a valle troverete altri punti di sosta molto piacevoli dove fermarvi


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