Un magico viaggio nella regione dello Zanskar. Un lungo e impegnativo trekking da Lamayuru a Padum, superando passi di oltre 5000 metri, percorrendo 180 chilometri con un dislivello complessivo di 4000 metri. Probabilmente il percorso più affascinante di tutta la catena Himalayana. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questi luoghi dimenticati dal tempo.


LADAKH: Leh
Vista dall'alto della città di Leh, capoluogo dello stato di Jammu e Kashmir. Ci troviamo a quota 3486 metri sul livello del mare; di norma si trascorrono alcuni giorni di relax prima di intraprendere un trekking per consentire all'organismo di acclimatarsi.
LADAKH: Leh
Lungo la via principale donne accucciate sui marciapiedi vendono frutta e verdura.
LADAKH: Dintorni di Leh
Il monastero di Thikse ( Thiksey ) costruito nel 15° secolo. Appartenente all’ordine Gelugpa, situato su una collina, ricorda molto l'imponente palazzo del Potala che domina Lhasa.
LADAKH: Dintorni di Leh
Il monastero di Thikse ( Thiksey ) è  in fase di restauro.
LADAKH: Dintorni di Leh
Il monastero di Stakna,  arroccato su una collina sulle sponde dell’Indo. Il suo nome significa letteralmente "Naso della Tigre" perchè fu costruito su una collina che pare abbia il profilo del naso di una tigre. Appartiene all'ordine dei Dugpa e ospita circa trenta monaci.
LADAKH: Dintorni di Leh
Monastero di Stakna: particolare di una porta con battacchio. Le sale al suo interno sono molto belle, decorate con preziosi affreschi.
LADAKH: Dintorni di Leh
Monastero di Stakna: particolare di un affresco in una delle sale interne.
LADAKH: Dintorni di Leh
Monastero di Stakna: al centro della foto il Gantha, la campana. E' lo strumento musicale più usato nei monasteri  perchè si ritiene che il suo suono allontani gli spiriti malvagi.
LADAKH: Dintorni di Leh
Monastero di Stakna: splendida vista che si gode dall'alto della collina. Da qui si domina la valle dell'Indo.
LADAKH: Dintorni di Leh
Monastero di Stakna: monaco appartenente all'ordine dei Dugpa.
LADAKH: Dintorni di Leh
Anziana contadina.
LADAKH
Coloratissimo camion lungo la strada Leh - Lamayuru
LADAKH: Lamayuru
Fondato nell'undicesimo secolo, appartiene alla setta dei Berretti Rossi e ospita circa 150 monaci. Possiede al suo interno una ricchissima collezione di tangka ( uno stendardo buddista dipinto o ricamato, appeso in un monastero o su un altare di famiglia e portato in processione da lama o da fedeli ) e magnifici affreschi.
LADAKH: Lamayuru
Il nostro trekking comincia proprio dal monastero di Lamayuru (sullo sfondo) e attraversa i campi coltivati alle sue pendici.
LADAKH: Wanla
Il primo giorno di trekking giungiamo a Wanla ( 3600 metri ) senza troppa fatica. Il nostro campeggio ( Rock Vally Comping ) è situato lungo il fiume, proprio a ridosso del ponte che conduce al gompa di Wanla.
LADAKH: Dintorni di Sum Dho
Secondo giorno di trekking: la strada asfaltata finisce e prosegue all'interno delle spettacolari gole di Hanupatta, attraversate dal fiume Zanskar. Qui, all'interno di piccole tende, vivono con le loro famiglie numerosi operai che stanno costruendo la strada che dovrebbe attraversare queste ripide gole.
LADAKH: Dintorni di Sum Dho
Secondo giorno di trekking: alcuni operai al lavoro sulla nuova strada che dovrebbe attraversare le gole dello Zanskar. Qui le condizioni di vita sono durissime e il salario percepito estremamente basso.
LADAKH: Dintorni di Sum Dho
Secondo giorno di trekking: le famiglie degli operai vivono nelle tende allestite nei pressi della strada. Le mogli accudiscono i figli e preparano il cibo per i loro mariti.
LADAKH: Hanupatta (3760 metri)
Secondo giorno di trekking: ci accampiamo poco distante dal villaggio.
LADAKH: dintorni di Hanupatta (3760 metri)
Terzo giorno di trekking: le rocce che ammiriamo lungo il percorso assumono forme e colori di incredibile bellezza.
LADAKH: terzo giorno di trekking
Ci troviamo a quota 4050 mt. e l'aria rarefatta comincia a farsi sentire. Da qui possiamo scorgere in lontananza il ghiacciaio Photang da cui nasce il fiume omonimo che stiamo costeggiando.
LADAKH: terzo giorno di trekking
Ancora splendide vedute lungo il cammino.
LADAKH: Sir Sir La Pass (4850 metri)
Terzo giorno di trekking: verso le ore 13.00 siamo in cima al Sir Sir La Pass da dove è possibile ammirare il meraviglioso scenario dello Zanskar e il passo che faremo domani, il Singge La ( 5090 metri ).
LADAKH: Sir Sir La Pass (4850 metri)
Terzo giorno di trekking: vista dal passo
LADAKH - Terzo giorno di trekking
Lungo il nostro cammino incontriamo numerosi chorten, simbolo della religiosità di questo popolo. La parola "chorten" significa in tibetano
"ricettacolo delle offerte" e lo si costruisce per ricordare qualche fatto speciale o per la salute di chi lo eresse o anche come ex voto.
LADAKH - Quarto giorno di trekking
Villaggio arroccato sulle rive dello Zanskar. I contadini riescono a coltivare queste terre aride e a sopravvivere a queste altitudini anche durante i rigidi mesi invernali.
LADAKH - Quarto giorno di trekking
I contadini riescono a coltivare queste terre aride e a sopravvivere a queste altitudini anche durante i rigidi mesi invernali.
LADAKH - Sengge La Pass ( 5050 metri )
Quarto giorno di trekking: con una lenta e faticosa salita abbiamo raggiunto il Sengge La Pass, anche detto Passo del Leone ( 5050 metri ) / Restiamo a lungo in cima a contemplare il maestoso paesaggio che si para davanti ai nostri occhi.
LADAKH - Sengge La Pass ( 5050 metri )
Quarto giorno di trekking: con una lenta e faticosa salita raggiungiamo il Sengge La Pass, anche detto Passo del Leone ( 5050 metri ) Il vento agita le bandiere di preghiera portando in tutto il mondo i buoni pensieri e i mantra che vi sono impressi. La loro presenza ci ricorda la forza delle nostre aspirazioni e desidera aiutarci nella vita quotidiana.
LADAKH - Quarto giorno di trekking
Lentamente camminiamo in costa ammirando il paesaggio circostante.
LADAKH - Quarto giorno di trekking
Dopo oltre sette ore di cammino e alcuni passi impegnativi montiamo il campo in mezzo al nulla, in uno scenario di incantevole bellezza.
LADAKH - Quinto giorno di trekking
Dall'alto ammiriamo i campi coltivati del villaggio di Gongma (3840 metri )
LADAKH - Lingshed ( Lingshot m. 3.900 )
Quinto giorno di trekking: Il monastero di Lingshed è famoso per la scuola di pittura che vi ha sede. È un convento ricco e frequentato al quale si appoggiano una cinquantina di monaci. Il monastero è stato costruito in una splendida posizione panoramica.
LADAKH - Lingshed ( Lingshot m. 3.900 )
Quinto giorno di trekking: campi coltivati nei pressi del monastero di Lingshed.
LADAKH - Lingshed ( Lingshot m. 3.900 )
Quinto giorno di trekking: contadina della valle di Lingshed
LADAKH - Lingshed ( Lingshot m. 3.900 )
Quinto giorno di trekking: contadina della valle di Lingshed
LADAKH - Sesto giorno di trekking
Siamo diretti a Snertse, costeggiando una gola rocciosa spettacolare.
LADAKH - Sesto giorno di trekking
Particolare delle mura mani, rocce su cui vengono incise le preghiere dei pellegrini.
LADAKH - Settimo giorno di trekking
Le nostre fatiche stanno giungendo al termine. Possiamo ammirare la profonda gola dello Zanskar River
LADAKH - Settimo giorno di trekking
Costeggiamo lo Zanskar River. In questa zona gli operai stanno lavorando alla costruzione della nuova strada che dovrebbe portare a Leh. Forse entro 10 anni sarà pronta e contribuirà ad rendere questa regione meno isolata dal mondo, ma forse anche meno affascinante per il turista che transiterà da queste parti.
LADAKH - Hanumil ( 3600 metri )
Settimo giorno di trekking: i ricchi campi di grano.
LADAKH - Hanumil ( 3600 metri )
Settimo giorno di trekking: la raccolta del grano.
LADAKH - Nei pressi di Pidmu
Ottavo giorno di trekking: un chorten all'ingresso del villaggio in questa bella vallata.
LADAKH - Pidmu
Ottavo giorno di trekking: visita alla scuola locale.
LADAKH - Pidmu
Ottavo giorno di trekking: il minuscolo villaggio di Pidmu, situato in un'assolata valle dello Zanskar.
LADAKH - Pidmu
Ottavo giorno di trekking: passare attraverso il chorten all'uscita del paese e di buon auspicio per il viandante.
LADAKH - Pishu
Dopo aver montato il campo base, visitiamo il vicino monastero femminile, abitato ormai da poche anziane monache.
LADAKH - Pishu
Verso sera i contadini rientrano alle loro abitazioni dopo il duro lavoro nei campi.
LADAKH - Pishu
Verso sera i contadini rientrano alle loro abitazioni dopo il duro lavoro nei campi.
LADAKH - Pishu
Ragazzini posano di fronte alla nostra macchia fotografica.
LADAKH - Pishu
Anziane donne del villaggio trascorrono le ore a pregare.
LADAKH - Pishu
Anziane donne del villaggio trascorrono le ore a pregare.
LADAKH - Nei dintorni di Pishu
Nono giorno di trekking: percorriamo l'arida piana di Rinam ( 3550 metri )
LADAKH - Nei dintorni di Pishu
Nono giorno di trekking: i nostri cavalli e sullo sfondo una spettacolare catena montuosa.
LADAKH - Karsha 
Foto ricordo alla fine del trekking. In piedi i nostri validi mulattieri ( io sono in mezzo ! ) e seduti da sinistra il nostro bravissimo aiuto cuoco, Amelia ( autrice di tutte le foto ) e la nostra preziosa guida. L'agenzia a cui ci siamo appoggiati è la Ladakh Voyages / Ladakh - Guide
LADAKH - Karsha 
Il gompa ( monastero ) di Karsha, il più grande monastero dello Zangskhar, abitato da una comunità di 80 berretti gialli. Dal villaggio si sale a zigzag, in ripida salita. Arrivati al nucleo centrale del monastero si entra nel grande cortile dove si svolgono le danze religiose delle maschere Cham.
LADAKH - Karsha 
Giovane monaco del gompa di Karsha.
LADAKH - Nei dintorni di Karsha 
Il duro lavoro degli operai che con pochi mezzi asfaltano le strade.
LADAKH - Sani
Nel cortile del monasterp di Sani ogni anno si svolge il Naro-Nasjal Festival. Nei giorni precedenti la data di inizio vengono accesi numerosi falò in cima alla montagna per avvisare le popolazioni dei vicini villaggi che il festival sta per cominciare.
LADAKH - Sani
Durante il Naro-Nasjal Festival le donne indossano il tradizionale copricapo denominato "perak"
LADAKH - Sani
Dettaglio del "perak", il copricapo indossato dalle donne. Questa larga benda di feltro rosso è riccamente adornata da turchesi, ambre, piastre d'argento e monete d'oro.
LADAKH - Sani
Durante il Naro-Nasjal Festival giovani monaci si esibiscono in danze e canti.
LADAKH - Sani
Particolare di una ruota di preghiera. Facendola ruotare in senso antiorario si recitano sottovoce invocazioni e litanie buddhiste.
LADAKH - Sani
Durante il Naro-Nasjal Festival giovani monaci si esibiscono in danze e canti.
LADAKH - Sani
Anziana contadina del villaggio di Sani
LADAKH - Sani
I ragazzini incuriositi ci salutano dalla finestra.
LADAKH
Lungo la strada per Kargil una donna prepara il formaggio di capra sul tetto della propria baracca.
LADAKH
Traffico di camiom lungo la strada per Kargil.
PUNJAB (India) - Amritsar
Amritsar è il centro culturale e spirituale della religione sikh e la sede del famoso Tempio d'oro, conusciuto anche con il nome di Harmandir Sahib. Il nome del tempio letteralmente significa "Città di Dio". La grande vasca fu costruita nel 1577 e fu chiamata Amritsar ( che divenne poi il nome della città ) e che significa "Piscina del nettare dell'immortalità". L'edificio Sikh costruito nel mezzo della vasca è l'Harmandir Sahib che divenne il cuore del Sikhismo indiano.
PUNJAB (India) - Amritsar
I fedeli si recano numerosi al Tempio d'Oro per pregare. Chiunque ha il permesso di entrarvi, con l'unica condizione che all'interno non è permesso bere alcool, mangiare carne e fumare sigarette.
PUNJAB (India) - Amritsar
I fedeli si recano numerosi al Tempio d'Oro per pregare. Chiunque ha il permesso di entrarvi, con l'unica condizione che all'interno non è permesso bere alcool, mangiare carne e fumare sigarette.
PUNJAB (India) - Amritsar
Nel 1984 il Tempio d'Oro fu attaccato dall'esercito indiano, che dava la caccia a Jarnail Singh Bhindranwale. Il tempio fu danneggiato dall'uso dell'artiglieria, un grave oltraggio alla comunità Sikh. Una drammatica conseguenza di questo evento fu l'assassinio di Indira Gandhi da parte di due guardie del corpo Sikh, che avvenne quello stesso anno.
PUNJAB (India) - Amritsar
Numerose bancarelle di frutta e verdura all'esterno del Tempio d'Oro.
UTTAR PRADESH (India) - Agra
Ultima tappa del nostro viaggio è il favoloso Taj Mahal, un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum. È stato inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno.
All photos©
Amelia Barbotti

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