Davide e Francesca e il Cinema del Deserto

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Raccontateci qualcosa di voi, chi siete e cosa fate nella vita. Da quali esperienze provenite.

Ciao! Siamo Davide e Francesca, due ragazzi italiani che da 5 anni hanno scelto di vivere “stabilmente” a bordo di un camion camperizzato. La nostra scelta va di pari passo con il nostro progetto di cinema itinerante, nato durante il nostro primo viaggio. Il veicolo non è quindi solo la nostra dimora ma anche il nostro ufficio ed il magazzino per l’attrezzatura (maxi-schermo, impianto audio, gioco gonfiabile, attrezzi per la manutenzione,..).

Proveniamo da esperienze diverse e ci siamo conosciuti 10 anni fa durante un progetto di riqualificazione urbana a Bologna. Davide ha sempre avuto passione per il viaggio e la camperizzazione “su misura” di furgoni. Operatore tecnico di teatro, dj e organizzatore di eventi musicali ma non solo.

Francesca amante dei viaggi, osservatrice curiosa e amante dell’incontro con culture e genti nuove. Ha studiato sociologia e lavorato con anziani, ragazzi portatori di handicap e bambini, quando dopo 5 anni di lavoro a stretto contatto con persone “più’ fragili” ,  stanca della speculazione fatta sui bisogni della gente, ha deciso di “staccare la spina”  , aprirsi a nuovi orizzonti e insieme a Davide nel 2009 organizza il primo lungo viaggio, destinazione: Africa!

Da quando abbiamo scelto questo stile di vita itinerante, alterniamo momenti in Italia dove e’ necessario stare a ritmo con il sistema e lavoriamo in mercati, scuole, centri sociali, centri culturali, dove organizziamo eventi di socializzazione del progetto e di raccolta fondi e momenti dove abbiamo il privilegio di vivere con più’ lentezza viaggiando, issando la vela-schermo del Cinema alla ricerca di nuovi incontri ed emozioni.

Il camion camperizzato di Davide e Francesca con schermo cinematografico

 “Non siamo perfetti ma siamo pieni di voglia di vivere. Non siamo onnipotenti ma siamo pieni di voglia di vivere. Non siamo immortali ma possiamo lasciare ai posteri qualcosa di speciale. Siamo piccoli e fragili ma possiamo sostenere pesi incredibili, siamo solo ciò’ che noi vogliamo essere.” Jean-Paul Malfatti

Quando e come è iniziata la vostra avventura, la vostra nuova vita a bordo di un camion.

Adrenalina e emozioni da viaggio, mal d’Africa, felicita’ pura, nuove rotte all’orizzonte, chi si vuole più’ fermare? …”notre nature est dans le mouvement”…diceva……..e per noi e’ proprio così!

Dopo il primo viaggio in Africa durante il quale siamo stati 6 mesi vivendo sempre sul mezzo, abbiamo realizzato che la vita “on the road” poteva essere un’ottima scelta ed a bordo del “Nautilus” non manca niente!

La scelta di trasferirci definitivamente in una casa su gomme ci permette anche di dare continuità al progetto di cinema itinerante e di ridurre i costi di vita, pagare l’affitto di casa e mantenere allo stesso tempo il camper era diventato troppo dispendioso in termini economici e di energie.

Questo stile di vita porta a un contatto più’ diretto con quello che ti circonda, il panorama davanti casa cambia di continuo, la privacy assume forme diverse e tutto questo fa al caso nostro!

Che cosa vi ha spinto a scegliere un camion come casa e non il classico camper o un furgone.

Sicuramente la scelta è dovuta innanzitutto alla solidità e la robustezza del tipo di veicolo, in secondo luogo allo spazio vitale disponibile, essendo in 2 persone ed avendo 2 cani di taglia media (1 pastore ed 1 husky), era essenziale avere “superficie calpestabile”. Nautilus con i suoi due piani camperizzati ci offre 42metri quadrati per vivere la quotidianità’, ospitare amici, lavorare e viaggiare! Un lusso sostenibile!

Poi la possibilità di avere una grande zona carico dove tenere il materiale necessario al nostro progetto (un ingombro di 4 metri cubi con un peso di 1400kg circa) e quindi la capacità di carico che un camion permette.
E non dimentichiamo i motivi logistici:che ci hanno portato a fare questa scelta: le strade che affrontiamo nelle nostre spedizioni sono spesso in cattivo stato o addirittura come nel caso della Mongolia non esistono, un camper normale purtroppo ci sarebbe durato poco.

Camion di Davide e Francesca su strada sterrata

Che cosa vi manca della vita “normale” ( casa e ufficio, per intenderci )

Possiamo dire nulla! Ma al ritorno da ogni nostro viaggio la più’ grande difficoltà’ e’ quella di trovare punti dove fare “base”, non e’ semplice soprattutto in Italia trovare luoghi dove e’ consentito sostare ma anche vivere nel veicolo. Dopo anni abbiamo ormai una serie di posti dove sappiamo di poter gettare l’ancora e stare fermi per periodi medio-lunghi ma a volte rimane un problema parcheggiarsi, vivere e lavorare sul territorio abitando dentro ad un camion, i pregiudizi ma anche la mancanza di una cultura su queste scelte di vita ci fa spesso sentire “border-line” , ma non importa e continuiamo sereni la nostra vita in movimento con la prospettiva pero’, di avere un giorno una proprietà privata o qualcosa di simile, da condividere magari con un gruppo di amici e dove vivere a nostro “ritmo” cooperando con altri per sviluppare idee, progetti, sogni…

Vivendo in una casa mobile si deve prestare più’ attenzione ai consumi di acqua ed elettricità’ per esempio, si sviluppa un uso consapevole, il rubinetto non viene mai lasciato aperto per niente altrimenti poi ci si deve spostare e trovare un posto dove riempire le riserve e per ricaricare tutti i nostri apparecchi elettronici privilegiamo il giorno, quando il sole garantisce maggiore carica alle nostre batterie. Diciamo che bisogna stare più’ attenti ai consumi, cosa di cui a volte in appartamento ci si dimentica. In fondo crediamo di appartenere a una generazione dalle prospettive un po’ ridotte, specialmente se hai un’etica diversa dalla massa dei consumatori, e quindi viviamo un miglior rapporto con il mondo facendo questo tipo di vita.

Parlateci della vostra casa. Di cosa si tratta ? Come l’avete allestita ?

Beh, si tratta di un camion Scania del 1993, che prima di divenire un camper svolgeva servizio postale in Germania, un camion con un motore di derivazione nautica affidabilissimo (in grado di percorrere più di 3.000.000 di km senza troppi problemi), 10 metri di lunghezza totale, 18 tonnellate di peso e con la cellula abitativa in alluminio a 2 piani (il secondo è per dormire e misura 90cm di altezza).

Il camion di Davide e Francesca, uno Scania del 1993

L’elettronica è ridotta al minimo ed anche l’utilizzo di materiali plastificati nella carrozzeria, il mezzo è quindi facilmente riparabile ovunque e non ha problemi di scocca (tutto si può riparare con una buona dose di fai da te). Apparteneva a degli amici che per anni ci hanno viaggiato e vissuto con i loro bambini, questo uno tra i tanti motivi per cui l’abbiamo scelto e l’abbiamo allestito 7 anni fa.

“Ristrutturato” da noi e con l’aiuto di alcuni amici, realizzando una coibentazione di materiali vari spessa 7 cm, tutto rivestito in legno perlinato e con cucina da casa, ampi spazi dispensa necessari per i lunghi viaggi, un piccolo studio, un salottino, il bagno con doccia dotato di un piccolo riscaldatore rapido a gas per l’acqua calda, zona letto al piano superiore, in tutto possiamo ospitare fino a 3-4 persone.

Cinque finestre ci permettono di avere luminosità’ durante il giorno. Durante l’inverno ci riscaldiamo con un Webasto, sistema di riscaldamento alimentato a gasolio efficiente, sicuro e dai bassi consumi. Ci sono inoltre 2 garage, uno al piano inferiore che serve per l’equipaggiamento del cinema e gli attrezzi ed uno al piano superiore per cambio stagionale dei vestiti e come piccolo magazzino cose da riparare e cose che non servono tutti i giorni, un po’ come una cantina.

500 i litri di riserva d’acqua e serbatoi per il gasolio per un totale di 800 litri. L’impianto fotovoltaico e composto da 5 pannelli, 4 batterie, un inverter ed il regolatore di carica in grado di gestire fino a 30 ampere. Nel corso degli anni e dei viaggi, diverse sono state le modifiche nella camperizzazione e ovunque si sono collezionati gli oggetti, i disegni, le foto e i regali ricevuti in giro per il mondo facendo diventare Nautilus, la nostra casa dolce casa che racconta tante esperienze vissute.

Molti sono spaventati dall’idea di viaggiare, figuriamoci vivere “on the road”. Fate spesso sosta libera o vi appoggiate ad aree sicure. Come percepite la “sicurezza” con il vostro stile di vita ?

Sosta libera, quasi sempre. Preferendo stare fuori dalle città. Campeggio solo un paio di volte all’anno per eseguire lavori di manutenzione (che sulla strada risulterebbero un po’ difficili) e nelle soste quando siamo nelle grandi città’ privilegiamo spazi privati (come sedi di associazioni locali, o scuole ed orfanotrofi per esempio) dove possiamo sostare per più’ giorni e scaricare anche ingombrante materiale.

Dopo un primo anno un po’ alla cieca abbiamo trovato i nostri “spot”, si creano nuove amicizie con persone che ti ospitano, si scoprono luoghi con parcheggiati altri veicoli di persone che fanno lo stesso stile di vita, insomma si entra in una sorta di mondo parallelo, una rete di persone che vivono nel veicolo. C’è da dire che il nostro progetto ci porta fuori dall’europa circa 6 mesi all’anno e quindi non siamo quasi mai nello stesso posto…esploriamo!

Raramente abbiamo percepito situazione con scarsa sicurezza, mai nessuno ha violato o recato danno al veicolo-casa. Abbiamo viaggiato l’Europa, l’Africa nord occidentale, la Russia, la Mongolia ecc e spesso si dormiva senza chiudere a chiave la porta, e quando fa troppo caldo in Burkina Faso (dove la popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e il lavoro e’ scarsissimo) o nel deserto del Sahara in Mauritania (con attorno a noi solo accampamenti di nomadi e tuareg) la porta rimane aperta per permetterci di godere di quel filo di vento in più’ che ci aiuta a riposare.

Davide e Francesca in viaggio con gruppo nomadi

Abbiamo spento la TV da molti anni, non siamo continuamente bombardati di notizie che ti spaventano anche del nuovo vicino perché’ sconosciuto e diverso. E’ chiaro che alcuni posti molto più’ che altri, le grandi e sovrappopolate città’ per esempio, sono particolarmente soggette a delinquenza e piccola criminalità’ ma “la fuori” non c’e’ solo questo, l’insicurezza a volte sembra un po’ ostentata per limitare le esperienze e gli incontri tra esseri umani e noi fiduciosi e con occhi e orecchie sempre attente ci sentiamo sicuri quasi ovunque.

Siete volontari di NGO “Bambini Nel Deserto” dal 2009. Che cos’è Cinema du Desert ? Raccontateci la vostra esperienza.

Nel 2009, ultimata la camperizzazione e la sistemazione del “Nautilus” il nostro primo camion-casa, eravamo motivati per un grande viaggio via terra. Sentivamo il richiamo dell’ Africa, iniziamo così ricerche nel vasto mondo on line.

Esplorando il sito dell’OnG Bambini nel Deserto,la scegliamo tra le tante organizzazioni non governative e associazioni che lavorano nell’ambito della solidarietà, entriamo in contatto con il presidente Luca Iotti ed altri volontari : e’ stata subito “sintonia”!

Un’organizzazione fatta di viaggiatori, che mettono a disposizione le proprie capacità, professionalita’, conoscenze e il proprio tempo per elaborare progetti di solidarietà, scambio, educazione, autonomia alimentare, recupero ambientale, energie alternative ecc.

Tramite “Bambini nel deserto” il nostro gruppo si allarga: nasce la spedizione “ Mission is Possible:3 camion, 9 persone e 3 cani in convoglio dall’Italia al Burkina Faso. Il nostro principale compito era di consegnare vari quintali di materiale per scuole, orfanotrofi e villaggi in Mali e Burkina Faso ma con noi, anche uno schermo,un proiettore e un’impianto audio….

…a Korientze in Mali (villaggio situato a metà strada tra Mopti e Timbouctou) a fine marzo nel 2009 la prima
notte di “Cinema Du Desert “; dopo aver visto il documentario “Home”, si avvicina a noi un ragazzo e ci ringrazia: “grazie a voi e al film ho potuto vedere cose che non conoscevo, il mare, le grandi città, il mondo intero scorre davanti ai miei occhi come l’acqua del fiume scorre sotto la mia piroga!”

Nasce così il nostro progetto di Cinema Du Desert – Cinema Solare Itinerante.
Un escamotage per entrare in contatto con le genti, per rompere il ghiaccio, per scavalcare la barriera linguistica e culturale e tramite le immagini condividere momenti assieme lanciando messaggi durante un momento in unione seduti tutti davanti allo schermo. Andare al cinema è condivisione, e’ un’esperienza personale vissuta in collettività’.

Una possibilità per conoscere ed apprendere che pero’ molti non hanno a causa delle loro condizioni economiche, sociali e geografiche. Il nostro obiettivo è quello di regalare il Cinema nei villaggi più remoti e isolati, ma anche di creare cerchi di dialogo e discussione, gettare dei semi per poi magari progettare altro.

Dal 2009 un viaggio-progetto si sussegue all’altro, appena ci sono i risparmi necessari e tutto e’ pronto partiamo con il nostro cinema sulle spalle! Già nel 2011 il nostro Cinema nomade viene alimentato ad energia solare, evitando così l’uso di carburante derivato dal petrolio. Installiamo pannelli solari, batterie, inverter, stabilizzatori e tutto il necessario per oltre 6 ore di proiezioni.

Ad oggi 4 spedizioni in Africa (attraverso Marocco, Mauritania, Mali e Burkina Faso) per un totale di circa 90.000 chilometri percorsi con il cinema ma anche consegnando materiale umanitario e facendo scouting per nuovi progetti. Tra le cose fatte: la costruzione e l’installazione di una stazione radio FM rurale comunitaria alimentata ad energia solare, trasporto consegna e montaggio di pompe per l’acqua (anch’esse fotovoltaiche), collaborazioni in orfanotrofi, e dal 2014 portiamo con noi in viaggio anche giochi gonfiabili per pomeriggi di puro divertimento con bambini e adolescenti e le loro famiglie.

Sono compresi nel chilometraggio fatto fino ad oggi anche due mini tour europei e la spedizione appena conclusa “Parallele 49 – Cinema Du Desert” che ci ha portati dall’Italia alla attraverso Slovenia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Georgia, Russia, Siberia fino in Mongolia con ritorno dai paesi Baltici (Lituania, Lettonia,…).

L’intervista prosegue nel prossimo post – Click Here


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5 Responses

  1. martina
    | Reply

    An extraordinary way of life, sharing joy and seeding smiles, thanks 🙂

  2. Holly Fante
    | Reply

    Incredibile! Incontri che ti cambiano la vita! (Anche se la vostra è già abbastanza particolare… ;-D ). Bello sapere che “lì fuori ci sono persone così straordinarie. Buona vita a voi, ragazzi.

    • Pier Galliano
      | Reply

      Grazie ! Non smettiamo mai di stupirci di fronte ad incontri come questo. Davvero la strada riserva incontri che nella vita di tutti i giorni forse non si immaginano nemmeno. Buona Vita !

  3. Simone Rondelli
    | Reply

    Grandissimi! Un vero peccato che la gente guardi non sia abbastanza mentalmente aperta per accettare questo stile di vita! Continuate così!

    • Pier Galliano
      | Reply

      Grazie Simone. Continua a seguirci. Un abbraccio da Pier e Amelie

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