Acireale, antica gemma del barocco bizantino

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Proseguiamo lungo la costa per raggiungere in breve Giarre, che attraversiamo senza fermarci scorgendo l’imponente Duomo del 1800 dal finestrino. Troppo traffico e le strade strette che mettono a dura prova il nostro mezzo quando cerchiamo di raggiungere il lungomare di Riposto scendendo lungo il pavimentato Corso Italia. Ad una svolta restiamo “incastrati” tra un’ape parcheggiata in malo modo e l’angolo della via.

Riprendiamo verso il Lungomare Edoardo Pantano, in fondo al quale troviamo un ampio parcheggio sul mare, con i resti di quella che un tempo fu una Sosta Camper Attrezzata ( GPS: 37.72114 – 15.21398 ) Quello che resta ora è un pozzetto intasato e cinto da una catena arrugginita e un rubinetto senz’acqua. Anche la vicina fontanella non ha più il rubinetto. Ci fermiamo comunque per il pranzo con una bella vista sul Mediterraneo.

La nostra meta di oggi è Santa Tecla, una frazione di Acireale, dove sosteremo in un tranquillo parcheggio a pochi passi dal lungomare ( GPS: 37.63849 – 15.17634 ) Ancora una volta ci imbattiamo in stradine strette che attraversano sconfinate coltivazioni di aranci. Già in prima battuta sbagliamo strada imboccandone una troppo stretta per due veicoli ( 2,50 mt. di larghezza ! ) e costringendo una vettura ad un chilometro di retromarcia !

Il nostro consiglio, fin dai primi giorni è quello di pianificare bene il vostro percorso, studiando le cartine o il vostro navigatore, evitando di fare imprudenze e imboccando una via senza essere sicuri di poterne uscire indenni ! Nel dubbio, chiedete sempre a qualcuno del luogo…

Acireale poggia su una terrazza lavica di fronte al Mar Ionio, circondata da frutteti di limoni. Fin dai tempi dei Romani è stata una famosa località termale per i suoi bagni di zolfo. Nei secoli è stata più volte distrutta da terremoti ed eruzioni vulcaniche e venne finalmente ricostruita dopo il terremoto del 1693, trasformandosi in una gemma dell’architettura Barocca Siciliana. Piazza Duomo è il cuore pulsante della città e la raggiungiamo ancora una volta a piedi, partendo da Santa Tecla.

Si tratta di una passeggiata di circa dieci chilometri (a/r) che vi consigliamo di fare passando attraverso la Riserva Naturalistica della Timpa. Raggiungete il porticciolo di Santa Maria La Scala e da qui proseguite per Via Tocco. Salirete alcune ripide rampe con una splendida vista sullo Ionio, percorrendo così l’antica via di collegamento tra la città e il mare. Purtroppo, per dovere di cronaca, dobbiamo segnalare che la riserva in questo tratto non ci è parsa particolarmente ben conservata, ma si estende per diversi chilometri di territorio e bisognerebbe approfondirne la visita per meglio giudicare.

Acireale è dominata dalla sua magnifica Cattedrale, costruita nel tardo ‘500, con due torri campanarie appuntite e ricoperte con maioliche colorate. L’interno è una sorpresa per gli occhi. Difficilmente troverete una chiesa così affrescata e decorata, davvero magnifica. L’ufficio del Turismo è più difficile da trovare, è stato spostato da poco, e in questo periodo si trova all’interno degli uffici del comune. Peccato che non sia segnalato o meglio, ci fanno sapere, alcuni impiegati strappano appositamente le indicazioni per non farsi trovare e dover “lavorare” nell’ufficio stesso. 

Vedute della Cattedrale di Acireale
Vedute della Cattedrale di Acireale

Addirittura negano che l’ufficio esista o sia in funzione, cercando di mandarci via. Quanto abbiamo da imparare da paesi come la Francia, che fanno del turismo un punto forte della loro economia. Per dovere di cronaca dobbiamo segnalare una signorina gentilissima e volenterosa che ci ha trattenuti a lungo con preziose informazioni con il poco materiale che aveva a disposizione da mostrare ( inclusa una cartina davvero “penosa” del centro storico )

Seguiamo il suo suggerimento e ci dirigiamo verso il Teatro dell’Opera dei Pupi che si è rivelata davvero una piacevole sorpresa. Incontriamo Toti, il “custode” dei pupi, che ci fa da cicerone attraverso le stanze del museo. Questo luogo rappresenta un esempio unico di Teatro Stabile, la cui attività rimane legata alla tradizione siciliana dell’Opera dei Pupi. La storia del puparo Emanuele Macrì è davvero affascinante, da farne un film


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