Piemontese di nascita, ligure d’adozione,lombardo per oltre vent’anni. Ho vissuto elavorato a Milano dove ho cominciatofrequentando i corsi del CFP, il Centro diFormazione Professionale per il cinema e latelevisione. Mi diplomo come operatore di ripresa nel 1991,avendo l'opportunità di fare importantiesperienze con il regista Giuseppe Bertolucci peril quale ho girato "Il congedo del viaggiatorecerimonioso" ( con un esordiente AntonioAlbanese ) Sempre nel 1991 lavoro con il grande reporterJohn Alpert seguendo il backstage di "Nessunmiracolo a Milano", un documentario sulla crisiindustriale della Singer. Proprio l’incontro con ilcineasta americano mi trasmette l'amore per ilcinema documentario e il reportage di viaggio,passioni che non mi hanno mai abbandonato eche cominciano a maturare con i primi viaggiall’estero.
Nell’estate dello stesso anno,dopo aver seguito Vasco Rossinella sua turnèe italiana "Frontedel Palco", mi viene propostouno stage in Fininvest dopo ilquale ho cominciato a lavorarea tempo pieno per la televisione, sia in produzioni esterne che in studio.Viaggiare...Quasi vent'anni sono trascorsi da quando hocominciato a muovere i primi passi in giro per ilmondo. Subito stregato dal continente africano,dalla sua gente, dai colori e dai profumi intensi.Il Botswana ancora così selvaggio, dove lanatura è prorompente e poi la Great Rift Valley,percorsa in fuoristrada dal Malawi al Kenya. Poil'amore per i grandi deserti, dove le voci degliuomini non arrivano. Dove tutto è quiete. Ne hopercorsi molti dal Sahara Algerino fino al grandeTenerè.La voglia di avventura e di conoscenza mi haportato in Nepal e in Tibet e lungo le rapide delfiume Urubamba in Perù. Attraverso i miei viaggiho capito chi sono e quello che voglio nella vita.Ho fatto grandi incontri e ho trovato i mieimigliori amici. Ho preso la malaria in Irian Jaya
raggiungendo le terre lontane deiKorowai, fermi ancora all'etàdella pietra. Sono stato peralcuni mesi in Australia e inBrasile a cercare risposte e afare progetti per il futuro chevorrei. Ho percorso il Centroamerica, dal Guatemala alCostarica e attraversato il meraviglioso Salar deUyuni in Bolivia. Con l'Africa nel cuore sonotornato in Kenya per raggiungere con unvecchio fuoristrada il mitico lago Turkana lungopiste che sembravano tracciate da una manomalferma. Ho camminato lungo gli alti passisopra i cinquemila metri del Ladakh, nel norddell'India. Queste pagine nascono dal desiderio di lasciareuna piccola impronta perchè, come dice GabrielGarcia Marquez "la vita non è quella che si èvissuta, ma quella che si ricorda e come la siricorda per raccontarla..."
Il libro della mia vita si apre alla pagina del 19marzo 1965. Piemontese Doc, nasco nellacittadina di Omegna, affacciata sulle rive dellago d'Orta.Giungo a far compagnia ad Ornella, la sorellinamaggiore e fin dai primi giorni di vita dimostro la mia grande passione per i viaggi, anche sela breve trasferta in ospedale non fupropriamente una vacanza. Spavento a morte mamma Rina e papà Angelocon una pericolosa gastroenterite e mi salvanola vita di un soffio. Le mie prime escursioni le faccio nelle vallateintorno a casa. L'Alpe Devero, la Val Formazza,la Val Vigezzo. Erano le prime gite fuori porta,non più di due volte l'anno: a Pasquetta e aFerragosto.Durante la mia prima settimana a Rimini con igenitori, mi sembrava giá di essere dall'altraparte del mondo. Da adolescente le prime vere vacanze.
In vespa, macinando chilometri su chilometri:dal Trentino alla Calabria, vedendo poco emale, prendendo tanta pioggia, con in testaun casco che non era della mia misura. Zaino, tenda, scarpe ed asciugamani appesi alportapacchi.Il primo grande viaggio nell'86. Alta Mongolia,Cina, la Via della Seta. Dell'esercito diterracotta si potevano vedere solo pochestatue appena scoperte.E da allora non ci fu più pace per la miaanima affamata di vedere, sapere, curiosare,scovare, e fotografare !E poi parto per il Botswana, ilviaggio che mi resterà inassoluto nel cuore. Sicuramenteil più bello, il più intenso di tuttiquelli a venire. I suoni e isilenzi notturni della savana, itramonti e i cieli che qui non hannoeguali. Emozioni infinite che mi provocanoinevitabilmente il "mal d'Africa".Davvero molti saranno i viaggi nel continente nero, come se mancasse il respiro senzapoterci tornare di tanto in tanto. E poi i deserti, luoghi magici dove il niente ècosì imponente da riempire ogni spazio del
cuore e della mente. Viaggiare, nella mia vita non ho pensato adaltro. Lavorando e mettendo da parte ognicentesimo per questo unico scopo. Le miegiornate trascorrono in fabbrica, pertrent'anni. Il tempo scorre veloce e nelfrattempo molti sono i paesi lontani che horaggiunto.Ma niente faceva pensare ad un cambio cosìradicale della mia vita. In Etiopia, l'incontrocon una persona speciale che miaccompagnerà verso un nuovo cammino dilibertà a cui ancora oggi devo abituarmi.Adesso, padrona del mio tempo, resto a volte sgomenta dasensazioni che mi frastornano: isuoni intensi della natura, lospazio infinito che micirconda. L'assoluta libertàcosì a lungo cercata. Adoro la fotografia come strumento pertrasmettere emozioni. Vorrei che le mieimmagini portassero con sè i profumi, i colorie le sensazioni nell'istante stesso dello scatto,riflesso della mia anima.
Sito ottimizzato per una risoluzione video minima di 1024x768 Per una corretta visualizzazione si consiglia le versioni Microsoft Internet Explorer 8.0, FireFox Mozilla 3.6 o superioriCopyright (c) 2013 by www.OrmeSulMondo.com - Last Update: 29 maggio 2013